Movimento Nazionale Docenti Specializzati sul Sostegno: è chiaro che i concorsi in questo momento storico non possono essere la panacea

Movimento Nazionale Docenti Specializzati sul Sostegno: è chiaro che i concorsi in questo momento storico non possono essere la panacea

Il Movimento Nazionale Docenti Specializzati sul Sostegno in una nota ringrazia “La Voce della Scuola LIVE”, per la preziosa opportunità di confronto offertaci nello speciale dedicato alla Stabilizzazione. La puntata ha affrontato il nodo della precarizzazione della scuola pubblica e gli ospiti hanno più volte ribadito l’imprescindibile necessità di un cambio di passo sulla questione. Affrontare il prossimo anno scolastico con 230000 precari ed una pandemia ancora in corso sarebbe la conferma di una politica miope e a dire il vero parziale ad una visione svalutante della stessa Istituzione Scolastica.

È chiaro che i concorsi in questo momento storico non possono essere la panacea, per due fattori:
• L’esiguo numero di cattedre messe a bando e le tempistiche connesse allo svolgimento
• L’impraticabilità di movimentare 500000 persone su un territorio nazionale ormai blindato (senza contare l’incostituzionalità di eventuali esclusioni Covid causa in assenza di prove suppletive)

Chiaro quindi che gli strumenti debbano essere altri, vorrei prima però soffermarmi su una considerazione di carattere giuridico-morale:
• Come può lo Stato imporre ai privati stringenti norme sulla stabilizzazione dei lavoratori e poi disporre a piacimento e senza alcun rispetto dei docenti precari?
• In base a quale alta considerazione di carattere pedagogico-educativa un docente è idoneo all’insegnamento finché è legato da contratti a tempo determinato per poi divenire una minaccia per i discenti quando invoca la dignità professionale legata ad un contratto stabile?

Virando rapidamente sulla tematica del sostegno lasceremo parlare i dati:
99700 posti dati a supplenza per quest’anno scolastico di cui poco più di 15000 a docenti in possesso del Titolo di Specializzazione. Tre anni fa si è messo in piedi l’impianto dei TFA Sostegno per sanare questa falla del sistema ma i primi docenti selezionati, formati, pronti ad affrontare l’universo dei Bisogni Educativi Speciali arriva e… Ta-Dam dopo tante parole e promesse di stabilizzazione che succede? Precari.

In qualsiasi altro Paese si sarebbe fatta incetta di una risorsa così preziosa e invece ci si perde dietro una burocrazia farraginosa ed inetta che finisce con l’attribuire 80000 cattedre a docenti privi delle opportune competenze e diciamolo pure della vocazione alla Speciale Diversità. Per fortuna in trasmissione è emersa per la prima volta la volontà forte di ridare alla scuola centralità e le parole dei Senatori Pittoni, Verducci e Nencini vanno senz’altro in tale direzione. A dire il vero nel corso dello scorso anno gli stessi, seppur con iniziative differenti, hanno dato voce alle richieste della nostra categoria, ma la novità consiste nell’unione di intenti e nella dichiarata volontà di collaborare in vista dell’obiettivo.

Il Senatore Pittoni ha illustrato velocemente un piano articolato che comprende 16 categorie tra cui i docenti di Sostegno, ma soprattutto ha sottolineato l’improcrastinabile necessità di ridare dignità al corpo docente. Dello stesso avviso il Senatore Verducci, con cui da tempo esiste un proficuo rapporto di collaborazione e già a suo tempo firmatario di un emendamento a nostro favore.

Non ci resta che ringraziare la redazione e tutti gli ospiti della trasmissione i Senatori Pittoni, Verducci, Nencini, il consigliere della regione Campania Zinzi, il segretario della Uil Turi e Tulone di Confasì Scuola Sicilia per le energie prodigate a favore dei docenti precari.