Dottoressa Martucci: “Una scuola affettuosa” come la definisce il Ministro Bianchi per valorizzare le emozioni e le relazioni ai tempi del Covid

Dottoressa Martucci: “Una scuola affettuosa” come la definisce il Ministro Bianchi per valorizzare le emozioni e le relazioni ai tempi del Covid

“La  Dad, con cui alunni e docenti si misurano da oltre un anno, è divenuta una metodologia utile per evitare i contagi, ma che espone a disaffezioni, limitala socialità e la verifica da parte dei docenti sull’efficacia della comunicazione.” Ciò che preoccupa, secondo la Dott.ssa Gioconda Martucci, pedagogista clinico, è il tempo trascorso davanti ad uno schermo, che non solo non  giova alla salute, alla vista, al benessere psicofisico, ma ci fa correre il rischio di sconfinare nell’individualismo, allontanandoci dalle relazioni.

Il Ministro Bianchi pochi giorni fa durante l’intervista alla trasmissione “Che tempo che fa” diretta da Fazio, ha affermato “Noi lavoriamo per una scuola affettuosa, una scuola per costruire l’affetto per gli altri e la socialità, per abbattere ogni individualismo e per un ritorno alla socialità.”

“In tempo di Dad sembra quasi un’utopia, ma è un sincero augurio e un invocazione ai docentie a chi opera nel mondo della scuola. Bambini felici, relazioni positive tra gli individui e tra individui e gruppo, gestione costruttiva delle emozioni, empatia, rispetto, comprensione profonda. Tutto ciò è venuto a mancare ai nostri alunni, dall’infanzia all’adolescenza. Non dev’essere considerato utopico realizzare tutto questo nella scuola, spiega la Dott.ssa Gioconda Martucci, oggi giorno «Occorre volontà dicambiamento positivo» e un’educazione affettiva e relazionale, per concretizzare questi obiettivi, in poche parole occorre «mettere in pratica» modelli differenti di insegnamento e apprendimento, creare una comunità educante attraverso una continuità tra infanzia, primaria e secondaria di primogrado.”

“Come si può attuare ciò? Coltivando e sviluppando  le relazioni e la scoperta, la valorizzazione delle emozioni attraverso l’affiatamento tra gli alunni, lavorando fin da piccoli su questi elementi. Durante la Dad spesso la scuola ha trascurato le relazioni, investendo sulle materie curricolari. I bambini, soprattutto i più piccoli, hanno bisogno di capire cosa succede in loro e tra loro e i compagni. La capacità diavere relazioni positive e leali con gli altri è un bagaglio prezioso nella crescita che è venuto a mancare da oltre un anno. C’è bisogno più che mai diriscoprire «come si sta insieme» dopo un lungo periodo in cui le relazioni sonostate compromesse. Citando un vecchio proverbio africano chedice: «Se vuoi arrivare primo corri da solo, ma se vuoi arrivare lontano cammina insieme» la pedagogista invita tutti a insistere sulla relazioneaffettiva e a lavorare sullo stare insieme.”