Lettera alla redazione: “È giusto immettere in ruolo i precari storici per titoli e servizi. Non è giusto però che chi il ruolo l’ha guadagnato superando un concorso pubblico proficuamente viene lasciato fuori!”

Lettera alla redazione: “È giusto immettere in ruolo i precari storici per titoli e servizi. Non è giusto però che chi il ruolo l’ha guadagnato superando un concorso pubblico proficuamente viene lasciato fuori!”

“È giusto immettere in ruolo i precari storici per titoli e servizi. Non è giusto però che chi il ruolo l’ha guadagnato superando un concorso pubblico proficuamente viene lasciato fuori!

Il Ministro dell’Istruzione dia esecuzione a quanto chiesto nella petizione registrata alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica e in attesa di valutazione dal Parlamento Europeo:

Camera dei Deputati:

“Si comunica che la petizione da Lei Presentata è stata annunciata all’Assemblea nella seduta del 26 marzo 2021, con il numero 712 ed è stata assegnata alla XI Commissione (Lavoro)”.                                 stabilizzazione dei docenti ammessi con riserva al concorso per insegnanti del 2018 (712) – alla XI Commissione (Lavoro)

Senato della Repubblica:

“La petizione da Lei inviata anche a nome di numerosi altri cittadini è stata annunciata all’Assemblea del Senato nella seduta n. 298 del 17 febbraio 2021. La predetta petizione reca il numero 761 ed è stata assegnata alla 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali), che ne curerà i seguiti secondo quanto previsto dall’articolo 141 del Regolamento del Senato”.
stabilizzazione dei docenti ammessi con riserva al concorso per insegnanti del 2018 (761) – alla XI Commissione (Lavoro)

European Parliament:

“Con la presente Le confermiamo che la Sua petizione è stata registrata e trasmessa alla segreteria della commissione per le petizioni per l’esame e la valutazione”.

Molte sono le persone che sostengono tale petizione, lasciando la propria firma e alcuni commenti:

– “Ho preso l’abilitazione all’estero, ho seguito gli stessi corsi e ho sostenuto gli stessi esami di un Tfa. Successivamente mi hanno dato la possibilità di sostenere e superare il concorso del 2018. Ora mi hanno depennato e sono al punto di partenza. Sacrifici, tempo, soldi, tutto sprecato, per non parlare della mia assenza dai miei figli, mentre ero a Sofia.”
– “Firmo perché di fronte alle ingiustizie non si deve stare zitti, mai!”

-”E’ vergognoso!”

 

Tra le molteplici analoghe situazioni, v’è quella che coinvolge i docenti ITP illegittimamente esclusi dal concorso straordinario scuola 2018.                                                                                                                                                          Esclusione tanto illegittima che, con numerose ordinanze cautelari, proprio nel 2018 il Consiglio di Stato ammetteva i diplomati ITP al concorso docenti 2018.

Gli Uffici Scolastici Regionali, in ottemperanza a tali ordinanze, disponevano: “La S.V. è stata ammessa a partecipare con riserva al concorso indetto con DDG n.85/2018 a seguito di provvedimento giurisdizionale – Decreto del Presidente del Consiglio di Stato n.3460 del 26.7.2018 – che ha accolto l’istanza cautelare prodotta unitamente al ricorso al TAR Lazio di Roma. In esecuzione di tale decreto la S.V. stessa, con nota di questo Ufficio è stata convocata – sempre con ammissione con riserva – per l’espletamento della prova orale.”

In altre parole, a conferma della illegittimità dell’esclusione dei diplomati, il Giudice amministrativo bocciava, di fatto, il bando concorsuale e l’amministrazione scolastica si adeguava sotto il peso degli ordini giudiziali.
Nonostante ciò, e nonostante poi il proficuo superamento delle prove concorsuali in oggetto da parte dei candidati ammessi, seppur con riserva (riserva che tuttavia non preclude alcun diritto sino a sentenza di merito), alcuni USR, tra cui quello per la Puglia, decidevano autonomamente – e illegittimamente – per l’esclusione dei candidati dalle Graduatorie di Merito sulla base di interpretazioni del tutto arbitrarie di successive ordinanze che, evidentemente,
non decidevano nel merito.
Anzi.
È doveroso precisare che, ad oggi, le sentenze di merito non sono ancora state pronunciate dalle autorità competenti.
In altre parole, nonostante l’illegittimità del bando di concorso che, secondo il CdS, escludeva ingiustamente i docenti ITP dal concorso straordinario scuola 2018, ma soprattutto nonostante l’ammissione al concorso e il proficuo superamento di quest’ultimo, con riserva e in attesa – ancora oggi – di sentenza di merito, molti lavoratori si sono comunque visti esclusi dalle Graduatorie di Merito vedendo svilite e mortificate le proprie legittime aspettative professionali così come invece deciso dalle ordinanze in parola, con gravissimi danni anche in termini di
chances professionali.
Infatti, molti altri docenti nella medesima situazione sono invece stati più fortunati in quanto la loro posizione è stata valutata da altri Uffici Scolastici Regionali che hanno deciso in maniera opposta, con la conseguenza che pur vantando gli stessi diritti, alcuni docenti si sono visti di fatto discriminare rispetto ad altri, perdendo tra gli altri punteggio e finanche la retribuzione.
Ci troviamo dunque dinanzi a un’Amministrazione scolastica che non solo è succube dei propri innumerevoli e gravissimi errori, evidenziati dai lavoratori e confermati dalla giustizia amministrativa, ma è anche malamente scoordinata a danno di tutti quei docenti italiani la cui professionalità, mortificata dalle continue ingiustizie, dovrebbe invece essere esaltata e potenziata per garantire ai nostri ragazzi, al nostro futuro, la scuola che meritano.

Lo Studio Legale De Martino-Lofrese fondato dagli Avvocati Alessandro De Martino e Fabio Lofrese con sede a Bari e Brindisi, da sempre impegnato nella tutela dei diritti dei lavoratori nel comparto scuola, è fautore di questa battaglia legale che vede coinvolti gli ITP, tra cui il Prof. Luca Di Leva che da 3 anni lotta per vedere riconosciuto il suo diritto ad essere immesso in graduatoria, e in ruolo, dall’USR per la Puglia, data la posizione favorevole guadagnata col superamento proficuo del predetto concorso, e lancia la petizione registrata anche alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica e in attesa di valutazione dal Parlamento Europeo.