L’approvazione del Consiglio dei Ministri di ieri del “Recovery Plan”, nella parte che riguarda la “Missione Istruzione e Ricerca” è motivo di perplessità per il PSI scuola, università e ricerca

L’approvazione del Consiglio dei Ministri di ieri del “Recovery Plan”, nella parte che riguarda la “Missione Istruzione e Ricerca” è motivo di perplessità per il PSI scuola, università e ricerca

Nella parte dedicata all’istruzione pubblica, vediamo concretizzarsi parte delle proposte e degli obiettivi posti dal PSI (Scuola e Università), così in una nota Enzo Maraio, Luca Fantò: finanziamenti per l’edilizia scolastica; riforma dell’orientamento e della ricerca; rafforzamento dell’Istruzione professionale; potenziamento della formazione dei docenti legandola alla riforma della carriera dei docenti. Un’ottima notizia è anche quella relativa all’abolizione dell’Esame di Stato per le professioni, sostituito dalla Laurea, un obiettivo portato avanti da tempo dalla giovanile del PSI.

L’incremento dei fondi per le strutture scolastiche era stato esplicitamente richiesto dalla Commissione Istruzione e Cultura, presieduta dal senatore socialista Riccardo Nencini.

Tuttavia è motivo di profonda delusione la mancata semplificazione dei concorsi per l’assunzione dei docenti necessaria per coprire le centinaia di migliaia di cattedre scoperte.

L’anno scolastico 2021/2022 si aprirà ancora una volta senza un organico docente al completo, ancora una volta saranno precarietà e mancanza di continuità didattica a farla da padrone. Prendiamo atto che né la Lega né i “5stelle” e neppure il PD vogliono realmente risolvere questi annosi problemi.

Perplessità inoltra fa sorgere la parte che riguarda la mobilità, specie laddove si prevede una riduzione degli acquisti di treni regionali rispetto a quanto previsto dal Governo Conte e la sostituzione di poco più del 10% degli autobus. L’impegno per la mobilità non sembra quindi poter sostenere, per l’anno scolastico 2021/2022, lo sforzo sanitario di un rientro in sicurezza.

L’approvazione di oggi è solo l’atto iniziale di un percorso di riforma della scuola e della ricerca, visti gli ostacoli, ci sarà ancora molto da fare. Noi socialisti cercheremo in aula di migliorare gli interventi proposti dal Governo, auspicando che tutto avvenga nel rispetto della valorizzazione degli ideali di giustizia sociale e solidarietà tra cittadini.