Turi: questo modo di procedere vecchia maniera gli insegnanti lo conoscono già. Ed è fallito

Turi: questo modo di procedere vecchia maniera gli insegnanti lo conoscono già. Ed è fallito

DECRETO RISTORI: SI IGNORANO I PRECARI E SI AUMENTA L’ORARIO DI SERVIZIO DEI DOCENTI

Siamo di fronte ad un inaccettabile intervento legislativo in materia contrattuale.

Abbiamo subito sollevato perplessità sul decreto sostenendo con chiarezza che abbiamo firmato il patto per ‘cambiare il decreto’.

Quello che non ci saremmo aspettati – osserva il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, guardando con attenzione il testo – è che, mentre si sostengono e si ristorano tutti, ai docenti si chiedono ulteriori impegni; il personale precario è ignorato e vessato, non ci sono risposte né soluzione per i DSGA facenti funzione senza titolo specifico e al personale di ruolo viene aumentato l’orario di servizio

Si introduce per legge un aumento dell’orario di servizio, già tra i più alti in Europa, lasciando gli stipendi più bassi. Il decreto prevede che, dal primo settembre, si consideri nell’obbligo di servizio l’orario di insegnamento anche prima dell’inizio previsto per calendario scolastico delle lezioni.

In pratica si aumenta il carico di lavoro dei docenti (18, 22) senza neanche interpellarli.

Siamo abituati a dare giudizi di merito su dati concreti.
Ora non si tratta più di un pregiudizio, ma di un vero e proprio giudizio molto negativo.
Si presentano norme che vanno a colpire i patti già stipulati con il contratto.

Nella fattispecie, si interviene sulla mobilità dei docenti al fine – è scritto nel testo governativo – di tutelare l’interesse degli studenti alla continuità didattica, bloccando la domanda volontaria di mobilità per tre anni dal trasferimento o passaggio precedente, qualora in tale occasione abbiano ottenuto la titolarità in una qualunque sede della provincia chiesta.

Una vera e propria ingerenza in materia di rapporto di lavoro – sottolinea Turi – prettamente contrattuale che rientra nelle prerogative sindacali, motivata dalla continuità didattica a favore degli alunni di cui non si papi se la ratio: bloccare i trasferimenti per evitare che si lasci una scuola e i sui studenti si può contrabbandare con una continuità provinciale? Continua l’attacco all’insegnamento e a chi lo svolge.

E’ un errore politico grossolano – osserva il segretario Uil Scuola – tentare di sostituirsi alla contrattazione e all’intermediazione sindacale imponendo norme fuori da ogni logica. Come si fa a teorizzare una continuità didattica su tutti gli alunni della provincia. Viviamo in una fase politica che continua a fare proposte sul modello della legge 107. La reazione delle scuole e degli insegnanti sarà inevitabile.