40esima puntata de La Voce della Scuola: Maria Luisa Iavarone presenta, Il coraggio delle cicatrici

40esima puntata de La Voce della Scuola: Maria Luisa Iavarone presenta, Il coraggio delle cicatrici

Giugno 26, 2021 0 Di Doriana D'Elia

Video narrazione proiettato durante la 40esima puntata de La Voce della Scuola

“Non devono esistere persone coraggiose ma solo azioni coraggiose di cui possiamo essere tutti interpreti” da Il coraggio delle cicatrici, Utet 2020. Arturo, 17enne accoltellato da una baby gang per le strade di Napoli, dalla testimonianza della prof.ssa Maria Luisa Iavarone, dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, nonché madre di Arturo, all’analisi del comportamento con l’esperto Elena Pace, del Comitato Tecnico Scientifico di Ferrara.

“Cittadini diversi che continuano ad abitare nella stessa città a vivere vicinissimi e contigui, insanamente complici a volte reciprocamente intolleranti ai limiti della sopportazione, Arturo aveva solo 17 anni quando è stato lasciato quasi senza vita sul marciapiede della sua Città, alle cinque del pomeriggio sotto gli occhi di tutti, mentre la rabbia sociale stratificata da decenni di incuria educativa e morale si erano materializzati nelle mani e nei coltelli di 4 ragazzini senza scuola e senza famiglia – continua Maria Luisa Iavarone nella video narrazione proiettato durante la 40esima puntata de La Voce della Scuola. Nonostante quello che avevamo subito dovevamo essere generosi trasformando sofferenza in resilienza, dolore in valore, una crisi in opportunità, abbiamo voluto consegnare alla città una versione diversa dalla solita sceneggiata di violenza ed omertà, per questo è nata l’Associazione “ARTUR”, Adulti Responsabili per un Territorio Unito contro il Rischio, Arturo mi ha insegnato ad aver coraggio, quello delle sue cicatrici che indossa ogni giorno con la stessa responsabilità”.

 

La dott.ssa Elena Pace afferma: “La questione del bullismo è un problema molto complesso che chiama in causa molti fattori, vorrei si focalizzasse l’attenzione su un modo di pensare diverso che colga l’aspetto comportamentale sul quale intervenire. Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo basato su uno squilibrio di potere tra due o più persone, quindi è un comportamento e come tale va analizzato e approfondito sui singoli casi”. Laddove quindi il fenomeno del bullismo è ascrivibile ad un determinato ambiente e in un esplicito contesto sociale il bullismo va inteso come comportamento e deve esser analizzato e corretto, sia esso ascrivibile ad un quartiere cittadino sia esso ascrivibile entro le mura di una scuola. “Occorre introdurre nelle scuole approcci di Evidence Based che permettano ai docenti o chi per loro di portare avanti degli interventi educativi efficaci ma anche di monitorare il comportamento deviante – conclude – l’Analista del Comportamento, Elena Pace. Fenomeni così complessi, si parla addirittura di un comportamento che è di gruppo che quindi non chiama in causa un’unica persona ma una dinamica comportamentale di gruppo, vanno monitorati e l’intervento va costantemente rimodulato sulla base delle osservazioni fatte”.