Oggi ricorre il 39° anniversario dell’omicidio di Salvatore Nuvoletta, giovane carabiniere in forza presso la caserma di Casal di Principe; il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani vuole commemorarlo come un vero e proprio eroe dei nostri tempi

Oggi ricorre il 39° anniversario dell’omicidio di Salvatore Nuvoletta, giovane carabiniere in forza presso la caserma di Casal di Principe; il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani vuole commemorarlo come un vero e proprio eroe dei nostri tempi

Nuvoletta operava in un territorio difficile in mano alla Camorra. Casal di Principe è infatti la città di Francesco Schiavone, soprannominato Sandokan, spietato boss, e di Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e Mezzanotte, suo braccio destro. Entrambi, appartenenti al clan dei casalesi, sono coinvolti in tantissimi omicidi, traffico illecito e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi smaltimento illegale dei rifiuti urbani, industriali e tossici. Aveva da pochissimo compiuto vent’anni il giovanissimo carabiniere (20 anni) quando il 2 luglio alcuni sicari si avvicinarono, mentre era impegnato a giocare spensieratamente con un bambino, sparandogli addosso. La motivazione di quel gesto atroce fu l’uccisione avvenuta da parte dei carabinieri qualche tempo prima del boss Mario Schiavone in un blitz in cui non figurava neanche lo sfortunato giovane.

La generosità e l’eroismo di Salvatore sono riconoscibili nella scelta precisa di salvare il piccolo accanto a lui, sacrificando la sua vita ed esponendosi totalmente ai colpi.

Venne insignito della medaglia d’oro al valor civile con la dicitura: «In servizio presso una stazione dei carabinieri operante in territorio caratterizzato da elevato indice di criminalità, veniva proditoriamente ucciso, innanzi all’esercizio commerciale di un familiare, da alcuni colpi di arma da fuoco esplosigli contro da componenti di agguerrita organizzazione camorristica, quale vile ritorsione all’attività di contrasto svolta dall’Arma. Fulgido esempio di attaccamento al dovere, coraggio e eccezionale abnegazione, posta al servizio della collettività.».

I valori umani e civili di Salvatore devono costituire un momento di riflessione per incentivare la legalità e la solidarietà umana. Come diceva Peppe Diana “Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare.”

Ciascuno di noi può fare tanto per cambiare la realtà in cui vive. #SullasciadellaLegalità2021

 

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU