Scuola: Tante aspettative, tante delusioni

Scuola: Tante aspettative, tante delusioni

Luglio 11, 2021 0 Di Francesco Tulone

La settimana trascorsa per la scuola è stata densa di aspettative ma anche di delusioni. Non poteva essere altrimenti considerando che il Decreto Sostegni bis ha destinato solo due articoli alla scuola. Proprio il numero esiguo di articoli testimonia quanta poca attenzione abbia l’attuale governo per le problematiche del mondo della scuola. Alcune delle proposte emendative votate in parlamento suonano come una presa in giro per il mondo del precariato, altre sono “poca cosa” per il mondo del sostegno. Il grande rischio della “politica dei rattoppi” anziché di una politica di ampio respiro è che si possa scatenare una vera e propria “guerra tra poveri”. Ci si aspettava molto di più dal parlamento, considerando anche che tra 7 settimane si tornerà a scuola con un numero ancora abnorme di supplenze, classi pollaio, nessun investimento programmato su impianti di aerazione e sanificazione dell’aria e rischio covid sempre dietro l’angolo. Speriamo almeno che non arrivi il suggerimento di aprire le finestre ogni cambio d’ora come è stato fatto da un precedente ministro. Complessivamente il buon funzionamento e rilancio della scuola è stato rinviato a data da destinarsi, probabilmente a quando ci sarà un governo politico. L’attuale governo ha deciso di avere come unico scopo quello di gestire i 220 miliardi di euro per la ripresa economica della nazione. Peccato he non si abbia la lungimiranza di capire che non c’è ripresa se non c’è formazione e il luogo deputato alla formazione e istruzione sia proprio la scuola. I due articoli del Decreto Sostegni bis riguardanti la scuola evidentemente saranno stati scritti da tecnici che hanno fatto “i conti della massaia” per far sopravvivere il “sistema scuola” che invece necessita di una profonda riforma: reclutamento, formazione, organizzazione del sostegno, numerosità dei docenti, distribuzione ottimale degli insegnanti sul territorio, età dell’ obbligo scolastico, salario e governace della scuola.
Un ultimo appunto lasciatemelo fare, si parla spesso di selezionare i docenti premiando il “merito”, a mio avviso esistono due partiti che non reputano sia un “merito” quello dei tanti precari che, con grande professionalità, hanno retto la scuola italiana incapace, da 7 anni, di organizzare percorsi formativi abilitanti. Selezionarli adesso “per crocette” è una beffa al loro sacrificio-merito lavorativo.