Quando la scuola vince contro la mafia

Quando la scuola vince contro la mafia

Luglio 23, 2021 0 Di Francesco Tulone

Il mio speciale editoriale di oggi è dedicato ad una bambina di 7 anni, alla sua coraggiosa mamma e alla strepitosa forza della scuola.

In occasione dell’arresto di alcuni boss mafiosi per racket delle estorsioni, le intercettazioni hanno rivelato il diniego di un boss alla partecipazione da parte della bambina ad una manifestazione organizzata dalla scuola in ricordo della strage di Capaci. Il boss mafioso Di Fede venuto a conoscenza dell’ intenzione della bambina è uscito fuori di senno.

“Noi non ci immischiamo con Falcone e Borsellino”, “Non ti permettere, io mai gliel’ho mandato mio figlio a queste cose… vergogna” , “Là dove deve andare la bambina, la sbirra”.

“Se gli mandi la bambina sei una sbirra”, “Falcone, minchia che cosa inutile”,“Noi qua non ci immischiamo con i carabinieri”, “Noi non ci immischiamo con Falcone e Borsellino… queste vergogne sono”, “Alla Magione, là sono nati a cresciuti, i cornuti là sono nati” e per finire un pensiero per la scuola “Questa scuola l’ha tutta per i fatti suoi”.

Questa storia è l’emblema della lotta alla mafia. Quella lotta alla mafia che si fa a scuola e tra le mura domestiche. La scuola, avamposto e presidio di civiltà, comincia ad ottenere i risultati nella lotta alla sottocultura della sopraffazione e della violenza. E ciò spiega anche l’aumento degli atti vandalici agli edifici scolastici nei quartieri a rischio.

Anche la frase della mamma, in risposta al diniego del boss, rappresenta una rivoluzione:

“La bambina da un mese si prepara, ma in fondo, è solo una cosa scolastica” in realtà significa

“La bambina da mesi prepara il suo futuro, e in fondo, è una questione di civiltà”.                                     

La mamma lo avrà pensato ma non lo ha potuto dire.