Scuola, Tulone: “Caccia all’untore? Meglio vedere oltre il green pass”

Scuola, Tulone: “Caccia all’untore? Meglio vedere oltre il green pass”

Agosto 8, 2021 0 Di Francesco Tulone

Settimana convulsa per la Scuola segnata dalla decisione del governo Draghi di rendere praticamente obbligatorio il vaccino per i docenti in scuole e università e per gli studenti nelle università. Almeno due aspetti di questa operazione hanno innescato forti polemiche e tensioni nel mondo della scuola. Il primo è che la responsabilità del controllo dei Green Pass sembrerebbe ricadere sui dirigenti scolastici, operazione che suona come l’ennesimo scaricabarile del governo, con un atteggiamento pericolosamente simile al precedente governo; il secondo aspetto è la sproporzione della sanzione per i dirigenti che non ammendano e per i docenti che non provvedono ad ottenere il green pass. Con dati alla mano il 90% dei docenti della scuola, di ogni ordine e grado ha provveduto a vaccinarsi, una percentuale ben al di sopra del 75%, la percentuale della “immunità di gregge” che garantisce, secondo gli scienziati, la vittoria sul virus. Le sanzioni con 3 zeri o la sospensione dalla stipendio rischiano di descrivere il docente come il colpevole del mal funzionamento della scuola.

Cosa TOTALMENTE FALSA. Il docente diventerebbe capro espiatorio di una scuola impantanata in problematiche esterne alla docenza in sé. Il danno maggiore che si può intravede all’orizzonte è che l’insegnante ad essere già considerato un semi-fannullone con 2 mesi di vacanze estive adesso rischia di essere descritto come una persona che non crede nella scienza, alla ricerca di medici compiacenti per restare comodamente a casa lasciando nell’ignoranza i nostri figli. Siamo in attesa di capire dal protocollo di sicurezza in via di stesura quale sia l’ insegnante che avrà il compito di sospendere lo stipendio di un collega rischiando lui stesso pesanti sanzioni. Nell’Italia della memoria corta è meglio ricordare alcuni FATTI.

Nel periodo della “tribolata” vaccinazione prioritaria alla scuola con AstraZeneca, la gran parte dei docenti (di qualunque età) si è vaccinata nonostante sulla stampa fossero riportati giornalmente casi di trombosi, di febbre alta e, ahimè, anche di morti tra i colleghi. Durante gli ultimi due anni dirigenti e insegnanti hanno garantito con professionalità la scuola in presenza per la primaria e per parte della secondaria di primo grado, mentre si è garantita una DAD emergenziale per le superiori. Lungi dall’ obiettare che il vaccino sia fondamentale per sconfiggere il virus, o che la presenza in aula sia la “vera” scuola, mi si permetta di osserva, con una certa preoccupazione, che il governo sta spostando l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri problemi della scuola. Le VERE esigenze della scuola italiana, che ne impediscono un regolare e corretto funzionamento sono altre.

La scuola necessita di un aumento dell’organico e degli spazi, di una stabilizzazione del precariato storico e di una mobilità meno farraginosa con una redistribuzione (più funzionale a famiglie e didattica) degli insegnanti sul territorio, di un meccanismo per la progressione interna, di un congruo aumento stipendiale. Il governo dei “bravi a far i conti della massaia”, sembrerebbe aver deciso che per la scuola basta spendere circa 5 milioni di euro per i vaccini dei docenti (10 euro del Biontech-Pfizer e i 2 euro dell’AstraZeneca), invitare ancora una volta ad aprire le finestre per il ricambio d’ aria, mettere a disposizione gli eventuali super-precari docenti-covid e… “guai a chi sbaglia!”. Insomma un governo forte con i deboli e debole con i (poteri economici) forti!