Uil Scuola: scienza, solidarietà, tolleranza, questo il nostro modello

Uil Scuola: scienza, solidarietà, tolleranza, questo il nostro modello

OGGI INCONTRO MINISTRO SINDACATI.
Turi: serve visione illuminista. Ruolo del sindacato è a difesa dei diritti fuori dalle convenienze

IL CASO: Abbiamo supplenti che dovranno prendere il posto dei docenti e lavoratori sospesi dal servizio e dallo stipendio a loro volta valutati sul possesso del green pass, come se la scuola fosse un ristorante c’è chi entra e c’è chi esce.

LA PROPOSTA: Abbiamo proposto una moratoria, nei cui margini le scuole possono definire convenzioni con le ASL e i privati, attendendo la conversione in legge del decreto che dovrà affrontare i temi in atto, entrando nel dibattito ed evitando discriminazioni come quelle che si stanno consumando ai danni dei lavoratori della scuola

Il protocollo sulla sicurezza è stato firmato con convinzione dalla UIL Scuola – ha detto Pino Turi, questa mattina, in apertura di riunione con il ministro Bianchi – quel che non possiamo accettare è la nota unilaterale del Mi che stravolge i contenuti del protocollo stesso. Un cambiamento sopravvenuto, unilaterale che mina le relazioni sindacali e mostra la pesante ingerenza della politica nel dibattito, per condizionarlo. Ne esce uno scontro ideologico che alla scuola proprio non serve.

La Uil Scuola, da sempre legata al pensiero illuminista, segue una rotta precisa nel consigliare i propri iscritti. Fidatevi della scienza – ha sottolineato Il segretario generale della Uil Scuola – mettete al centro dell’azione sindacale il pensiero di Voltaire: «Io combatto la tua idea, ma sono disponibile sino al bene della mia vita perchè tu possa esprimerla liberamente».
Forti di questa visione culturale e liberi da condizionamenti politici e partitici, abbiamo rappresentato le posizioni della categoria nella sua dimensione totale, e non in base alle convenienze.

Il sindacato – mentre tutti ci dicono cosa fare, cosa pensare, osserva Turi – dovrebbe schierarsi con i più deboli, il più delle volte schiacciati nelle minoranze, che, in democrazia, vanno considerate e tutelate per mantenere salda la tenuta democratica del paese.

Troppo facile difendere i forti contro i deboli – ha detto Turi – il sindacato esiste per riequilibrare questa bilancia sempre sbilanciata. La UIL Scuola mette al centro questo principio in ogni sua azione.
Il dibattito pubblico registra un fiorire di benpensanti che criticano il sindacato perché, con ogni probabilità, hanno perso il senso della sua natura solidale e tollerante.

La realtà indica il crescere del caos nelle scuole.  Senza la collaborazione di tutto il personale è difficile che ci sia l’avvio ordinato del nuovo anno scolastico, anche dal punto di vista formale.

Siamo al punto che, la nota con cui il ministero interpreta il protocollo, introduce un onere che neanche il decreto prevede: il tampone per i fragili che non possono vaccinarsi. Queste persone sono esentate e vanno tutelate e garantite (misura prevista dal protocollo stesso) e non tamponate.

Aumentano le richieste e le preoccupazioni di lavoratori che non sono assolutamente no-vax, ma spaesati e senza punti di riferimento: i lavoratori vaccinati con sputnik che faranno?

Abbiamo supplenti che dovranno prendere il posto dei docenti e lavoratori sospesi dal servizio e dallo stipendio a loro volta valutati sul possesso del green pass, come se la scuola fosse un ristorante c’è chi entra e c’è chi esce.

Abbiamo proposto una moratoria, nei cui margini le scuole definiscono convenzioni con le ASL e i privati, attendendo la conversione in legge del decreto che dovrà affrontare i temi in atto, entrando nel dibattito ed evitando discriminazioni come quelle che si stanno consumando ai danni dei lavoratori della scuola.

Abbiamo fatto di tutto per trovare una mediazione – sui fatti e non sulle ideologie – mentre i partiti non sono riusciti a prendere una posizione chiara in Parlamento e scaricano sui più deboli, sui lavoratori più coscienti e responsabili, le loro contraddizioni non trovando di meglio che armarsi del randello dei divieti e delle punizioni, come dimostrazione di una  forza di governo che invece manca.

Noi non ci stiamo e domani nel Consiglio nazionale dei segretari regionali decideremo se ritirare o meno la nostra firma visto che questo protocollo è diventato altro rispetto all’obiettivo di una scuola in presenza e in sicurezza.

Sicurezza che il datore di lavoro deve a tutti i suoi dipendenti, viceversa si travisano tutte le leggi che sanciscono tale diritto. Che cosa vogliamo applicare? Un nuovo diritto positivo basato una sorta di Gran Jury della maggioranza, quella dei più forti? E volete che il sindacato si giri dall’altra parte?