Tutto pronto per “La festa della Scuola”

Tutto pronto per “La festa della Scuola”

La Festa della Scuola

Ascoli Piceno (1°-3 settembre 2021)

 

L’idea

Chissà quante volte ti sarà capitato di ascoltare discorsi che ti hanno lasciato insoddisfatto (perché chi parla non sempre conosce i problemi della scuola), di raccogliere le testimonianze di colleghi meno fortunati di te o di sottoscrivere appelli d’intellettuali per un ritorno alla cultura, all’istruzione, alla vera scuola. Chissà quante volte ti sarai indignato per una legge scritta male, per un provvedimento sbagliato, per un ordine illegittimo o ingiustificato da rispettare, per un’accusa infondata o per una responsabilità che non è tua, e quante volte avresti voluto gridare la tua insoddisfazione, avresti voluto che qualcuno ti capisse, ti rappresentasse, ti dicesse come stavano davvero le cose. Chissà quante volte hai scioperato, o hai sfilato sperando di far sentire la tua voce. Quasi sempre te ne sei andato deluso, perché eravate troppo pochi, o non eravate abbastanza, perché dai portoni, dalle finestre, dai balconi o dalle entrate dei negozi le persone ti guardavano senza capire il senso della tua protesta, quando avresti voluto dirgli che quella protesta era anche la loro. Chissà quante volte te la sei presa coi sindacati, perché non ti sentivi rappresentato, senza capire che anche i sindacati soffrono della tua stessa malattia, la mancanza di strategie, la sindrome da accerchiamento, l’isolamento. Chissà quante volte ti sei indignato per essere considerato un fannullone, un laureato che ruba uno stipendio che non merita, non lavora abbastanza, né a casa né a scuola, ha un sacco di privilegi, ha troppe vacanze e così via. Chissà quante volte ti sei indignato coi politici, che ti imponevano riforme sempre più stringenti, e ti chiedevano sempre di più, dandoti poco o niente in cambio, e quante volte te la sei presa col tuo dirigente, che ti accusava di non saper insegnare, di non sapere gestire le classi, di non lavorare abbastanza, o coi tuoi stessi colleghi, quelli che, anziché schierarsi dalla tua parte, ti lasciavano solo. Troppo spesso avresti voluto protestare, ma non l’hai fatto. Hai preferito startene buono, in disparte, per non avere problemi e non crearti nemici, senza accorgerti che più agivi così più il discredito, la rivalità e l’arroganza dei tuoi avversari crescevano.

Tutto questo soffre degli stessi mali: l’impotenza, la rassegnazione, la solitudine in cui è stata costretta (e si è costretta) la scuola.  Gli insegnanti hanno imparato a inviarsi mail, messaggi o appelli, si sono crogiolati nella dignità della loro professione, si sono compiaciuti per quanto erano bravi a raccontarsi la loro condizione, hanno solidarizzato e, tuttavia, hanno finito per autoescludersi e isolarsi e, senza rendersene conto, hanno accettato di dividersi in mille sottocategorie. Hanno accettato di farsi valutare e di autovalutarsi, pur sapendo che il loro parere non contava niente, e hanno imparato a pubblicizzare le loro scuole nascondendo la polvere (le tante magagne) sotto la cattedra, senza capire che, se fuori della scuola sono visti in un certo modo, è perché sono i primi a nascondere a se stessi la verità dicendosi che tutto va bene. Hanno considerato nemici i genitori dei loro alunni, accusandoli di non essere dei buoni educatori, dimenticando che i genitori sono a loro volta vittime di una società imbalsamata e, ultimamente, regredita. Hanno spesso considerato nemici i loro stessi studenti, li hanno accusati di non saper neppure protestare senza capire che questa scuola non insegna neanche a protestare perché non sa davvero ribellarsi. Hanno inviato i loro appelli ai politici, e hanno continuato a farlo anche quando si sono accorti che non erano in realtà interessati ai problemi della scuola e degli insegnanti. Pensavano di avere il diritto di protestare, convinti che, prima o poi, qualcuno li avrebbe sentiti, ma non si sono accorti che nessuno li ascoltava perché nessuno poteva sentirli. Alla fine sono rimasti da soli a raccontarsi tutto questo, a confondere la scuola con la loro categoria, a difendere i loro ragazzi e le loro ragazze dai disastri di un’istruzione sempre più avara di cultura e di risorse.

C’è sempre una venatura eroica, e al tempo stesso un po’ malinconica, nei discorsi degli insegnanti, come di chi abbia sperimentato tante volte il fallimento di un’idea inseguita per un’intera vita senza riuscire mai a realizzarla: insegnare. Se in anni di grandi trasformazioni, più subite che condivise, non sono mancati i richiami alla mobilitazione e alla protesta, e poi le manifestazioni e gli scioperi in difesa dell’istruzione e della scuola, i vari appelli sono purtroppo caduti ogni volta nel vuoto anche per l’impotenza di una categoria delusa, divisa, demotivata, inascoltata e, spesso, rassegnata alla sconfitta. Una soluzione a tutto questo è però stata sempre a portata di mano, davanti ai nostri occhi: anziché alimentare le divisioni è necessario unirsi e allearsi con chi abbia veramente a cuore la scuola, per rompere definitivamente il suo isolamento. Piuttosto che nascondersi la verità, come troppe volte è accaduto, è necessario far conoscere anche all’esterno ciò che succede nelle nostre scuole. Solo così si può pensare di raggiungere una piena consapevolezza di sé e di proiettarla in un disegno, in una visione del futuro. Soltanto quando avranno condiviso il loro lavoro con le famiglie degli alunni, perché conoscano a fondo il contesto in cui studiano i loro figli, e le reali condizioni in cui operano, gli insegnanti potranno chiedere e ottenere – quando necessario – il loro aiuto. L’isolamento si può spezzare solo con l’informazione e la trasmissione culturale, e lo si può fare attraverso la nascita di un movimento, aperto a tutti, che organizzi ogni anno un meeting sulla scuola pubblica, con feste, concerti, conferenze, dibattiti, mostre o concorsi, le testimonianze degli insegnanti, degli alunni e dei loro genitori, la presenza di intellettuali e scrittori e la partecipazione di lavoratori e persone comuni, così da creare una cassa di risonanza tanto potente da non poter essere ignorata.

La Voce della Scuola non vuole essere un movimento di protesta, non vuole sostituirsi ai sindacati o alle associazioni di categoria e non è neppure un’organizzazione di soli insegnanti. La Voce della Scuola è un movimento di persone che si uniscono per ridare senso e dignità (oltreché voce) all’istruzione pubblica, che hanno a cuore la scuola e vogliono cambiarla, che vogliono poter condizionare, con la forza dei numeri e delle idee, dell’entusiasmo e dell’impegno, le scelte politiche dei prossimi governi. La Voce della Scuola è ora anche una manifestazione culturale, aperta alla collaborazione di tutti: La Festa della Scuola.

Aderisci e diffondi la nostra idea, scrivendo a: redazione@lavocedellascuolalive.it

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Massimo Arcangeli e Diego Palma

 

 Il progetto

 “La Scuola Secondo me”. Potrebbe essere il titolo di un libro, ed esprime nei fatti un desiderio recondito, un sogno, un obiettivo spesso coltivato da chi vive la scuola. Nasce da questa semplice frase “La festa della Scuola”, un evento culturale organizzato da Massimo Arcangeli, responsabile dell’associazione La Parola che non Muore, in collaborazione con l’associazione La Voce della Scuola di Diego Palma. La Festa della Scuola, aperta alla partecipazione di tutti e di cui è in preparazione il sito (www.lafestadellascuola.it), si terrà il 1°, il 2, il 3 settembre 2021 ad Ascoli Piceno. Vi chiediamo di partecipare. Sarà una preziosa occasione per poterci conoscere, per poterci confrontare, per poter immaginare e progettare insieme la scuola di domani. Questi i temi principali al centro della manifestazione: una politica per la scuola; un manifesto per la scuola futura; i docenti precari, “ingabbiati” e “immobilizzati”; trasparenza, sicurezza, programmazione e dispersione scolastica; inclusione e bisogni “speciali”; didattica, cultura scolastica, saperi disciplinari.

All’evento prenderanno parte docenti, studenti, famiglie, gruppi di coordinamento e associazioni di categoria, sindacati, giornalisti e rappresentanti della politica. Il nostro principale obiettivo, perché la scuola esca dal suo isolamento, è di progettare la scuola di domani partendo dai problemi del presente, di lavorare tutti insieme per la ricostruzione di un sistema scolastico che valorizzi il lavoro degli insegnanti, che ne riconosca e ne salvaguardi la professionalità, che metta in primo piano i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Una scuola unilaterale, separata dalle vite dei giovani, ne favorisce la dispersione; una scuola che coinvolga attivamente gli studenti al fine di contribuire a migliorarla li richiama invece a sé, e quegli studenti così non si perderanno (né oggi, a scuola; né domani, all’università o nel mondo del lavoro). Solo così si può puntare seriamente a una scuola che, anziché essere considerata un costo, possa rappresentare per lo Stato italiano, come per qualunque nazione abbia a cuore l’istruzione, la formazione e l’educazione alla cittadinanza, il suo più grande investimento. Una scuola che riparta dalla cultura, il vero capitale da tutelare e incrementare.

Per info e contatti: maxarcangeli@tin.it, redazione@lavocedellascuolalive.it

 

La manifestazione

 

 PROGRAMMA

1° settembre

Palazzo dei Capitani del Popolo, Sala della Ragione

Ore 14.30 Saluti istituzionali

Marco Fioravanti, sindaco del Comune di Ascoli Piceno, Ascoli candidata a capitale italiana della cultura per il 2024

Monica Acciarri, assessore all’Istruzione, all’Università e al Turismo del Comune di Ascoli Piceno

Giorgia Latini, assessore alla Cultura, all’Istruzione e allo Sport della regione Marche

Guido Castelli, assessore al Bilancio, alle Finanze, alla Ricostruzione della Regione Marche

Marco Ugo Filisetti, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della regione Marche

Rossano Sasso, sottosegretario alla Pubblica Istruzione

Palazzo dei Capitani del Popolo, Sala della Ragione

Per una scuola del merito

15.15 Giorgia Latini, assessore all’Istruzione della Regione Marche, e Massimo Rocchi, Dirigente P. F. Istruzione, Formazione, Orientamento e Servizi territoriali per la Formazione della Regione Marche, La digitalizzazione nella scuola. I progetti sperimentali della Regione Marche

Per una scuola del merito

Ore 15.45 Donatella Ferretti, La scuola del futuro

Ore 16.00 Michele Zannini e Gioconda Martucci, Concorsi e accesso ai ruoli. Il Comitato “Trasparenza è Partecipazione” e l’ultimo concorso per dirigenti scolastici

Coordina Aldo Torchiaro (“Il Riformista”)

 

Palazzo dei Capitani del Popolo, Sala della Ragione

 Lavoro, editoria e nuovi modelli didattici

Ore 16.30 Cosimo Forleo, Conoscenze vs competenze. Discipline e classi di concorso

Ore 16.45 Pino Turi (Uil Scuola, segretario generale), Ieri, oggi, domani. La Uil per la scuola

Ore 17.00 Uniti per la scuola. Tavola rotonda. Ornella Cuzzupi (Ugl), Andrea De Giorgi (Cobas Cagliari), Salvatore Inglima (Cisl), Marcello Pacifico (Anief), Antonio Renga (Fil Cgil), Fabrizio Reberschegg (Gilda), Silvia Silvestri (Snals), Paolo Pizzo (Uil Scuola)

Modera Gioacchino Onorati

Ore 18.00 Marco Di Martino e Maria Serrone, L’Associazione Libera Scuola (ALS) per il precariato

Modera Diego Palma

Ore 18.30 Stefano Della Posta, Maria Elena Graviano, Alessandro Maiorana, Alla faccia della meritocrazia. Gli “ingabbiati”

Ore 19.00 Trifone Gargano, “Disingabbiare” i classici. Proposte per una nuova didattica della letteratura

Pausa cena

Teatro Ventidio Basso

Il presente nel futuro, il futuro nel passato

Ore 21.00 Lucio Russo, Perché la cultura classica. La risposta di uno scienziato. Introduce Gino Troli

Ore 21.30 Giancarlo Visitilli, “è bravo ma potrebbe fare di più” ovvero “Ha le capacità ma non le sfrutta”

Ore 22.00 Lamberto Giannini e i suoi giovani “speciali”, Up & Down”. Uno spettacolo “normale”

Premio speciale Visioni

Premia Marco Fioravanti (sindaco di Ascoli Piceno)

 

2 settembre

Palazzo dei Capitani del Popolo, Sala della Ragione

Per una nuova scuola “costituzionale”. Proposte e strategie

 Ore 15.00 Salvatore Iannone e Giuseppe Pellegrino, La scuola a misura di apprendente: la Consulta provinciale degli studenti

Ore 15.30 Scuola, università, informazione. Tavola rotonda. Roberta Balzotti (Giulia Giornaliste), Felice Manti (“Il Giornale”), Laura Margottini (“Il Fatto Quotidiano”), Andrea Scarpa (“Il Messaggero”)

Modera Massimo Arcangeli

Ore 16.30 Doriana D’Elia , Ylenia Franco (vicepresidente CNDI), Margherita Stimolo (presidente VOOG), Lavoro o famiglia? Docenti “immobilizzati” e “abilitati e vincolati”

Ore 16.45 Celestino Tartaro, Insegnare da precario

Ore 17.15 Carla Sambrotta, Sapere, saper fare, saper essere

Ore 17.45 Anna Angelucci, La classe come “comunità ermeneutica”. Il dialogo sul testo e l’educazione al mondo

Ore 18.15 Sara Cencetti, A. Valeria Saura, L’Accademia della Crusca per la scuola. Strumenti per la didattica dell’italiano: dizionari e risorse in rete

Ore 18.45 Guido Castelli, assessore alla Ricostruzione della Regione Marche, e Stefano Babini, direttore Ufficio Speciale Ricostruzione Marche, Scuola e ricostruzione post-sisma

Pausa cena

Teatro Ventidio Basso

Classici e moderni. Lingua, musica, letteratura

 Ore 21.00 Ivano Dionigi, Segui il tuo demone. A tu per tu con i classici

Ore 21.30 Francesco Sabatini, Plurilinguismo e centralità della lingua 1

Ore 22.00 Ernesto Assante, Non sono solo canzonette. La musica “leggera” sul tema della scuola

3 settembre

 

Palazzo dei Capitani del Popolo, Sala della Ragione

 L’organizzazione, la programmazione, le sfide didattiche

 Ore 10.30 Una politica per la scuola. Didattica, formazione, programmazione. Tavola rotonda. Ella Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia, deputata), Flora Frate (Gruppo Misto, deputata), Bianca Laura Granato (L’Alternativa c’è, deputata), Riccardo Nencini (Psi, senatore, presidente VII Commissione Permanente “Istruzione pubblica e beni culturali”), Mario Pittoni (Lega, senatore, vicepresidente VII Commissione Permanente “Istruzione pubblica e beni culturali”)

Modera Valentina Santarpia (“Corriere della Sera”)

Ore 11.30 Rosanna Fanzo, La musica a scuola. Una rivoluzione endogena

Ore 12.00 IdeaScuola. La scuola in sicurezza. Tavola rotonda. Rocco Davide Guerra, Alessandro Ferretti, Luigi Moccia, Vincenzina Salvatore

Coordina Stefania Sambataro

Ore 12.30 Clorinda Razzino, Un incontro tutto “speciale”

Ore 13.00 Premiazioni

Lancio del premio letterario La festa della Scuola. Premiazioni per il miglior progetto didattico sperimentale. Premio all’insegnante dell’anno. Premio per giovani “speciali”

Coordina Corrado Zunino (“la Repubblica”)

Premia Lucia Albano (Fratelli d’Italia, deputata)

Palazzo dei Capitani del Popolo, Sala della Ragione

Tutela del territorio, professione insegnante, didattica a distanza

Ore 15.00 Le piccole associazioni sindacali a supporto territoriale. Tavola rotonda. Davide Lercara, Adele Sammarro e Francesco Tulone (Confasi Nazionale), Antonio D’Ascoli e Giacomo Vitale (Adesso Scuola)

Modera Massimiliano Bellavista

Ore 15.30 Antonio De Nigris, Roberta Falagiani Benini, Carmelo Ficara, Renato Imbriani, Angela Loritto, ANAPS. Professione insegnante: il merito e l’esperienza didattica a distanza

Modera Giulia Menzietti

Ore 16.30 Rita Biganzoli, Raffaela Castrignanò, Carlo Montanari, Il gruppo Abacus: i pionieri italiani dell’e-learning

Ore 17.00 Aldo Domenico Ficara, Divulgare un progetto didattico: dal self publishing al social network

Ore 17.30 Paola Grillo, La scuola si racconta. Il “kintsugi”, ovvero l’arte di curare le ferite

Ore 18.00 Fare il dirigente scolastico in tempi di emergenza sanitaria. Tavola rotonda. Rosanna Moretti, Marco Saccucci e Sabrina Morrea, Sabrina Vallesi. Coordina Arturo Verna

Ore 19.00Rosario Alfano, Sara Gori, Angela Loritto (Anaps), Racconti di insegnanti, racconti sugli insegnanti

Coordina Roberta Falagiani Benini (Anaps)

 

Inoltre il seminario, di 20 ore, rientra nell’ambito della Formazione docente; l’Ass. “Per la scuola della Repubblica” è ente accreditato del M.I. e il personale della scuola è esonerato, ai sensi, del CCNL vigente, dal servizio e verrà rilasciato attestato di partecipazione ( a chi ha partecipato ad almeno due giorni). Per iscrizione sulla Piattaforma SOFIA Codice 62276. Per preiscrizioni del personale a tempo determinato e per eventuali informazioni è possibile telefonare al (347/9421408 Cosimo Forleo). Verrà rilasciato attestato di partecipazione anche agli studenti e alle studentesse.