Comitato nazionale IdeaScuola : “Il nuovo protocollo di sicurezza scolastico non apporta rilevanti modifiche rispetto allo scorso anno”

Comitato nazionale IdeaScuola : “Il nuovo protocollo di sicurezza scolastico non apporta rilevanti modifiche rispetto allo scorso anno”

Il Comitato nazionale “IdeaScuola” promosso dai genitori di ogni parte d’Italia nsieme a docenti ed esponenti del mondo accademico, accoglie e trasmette l’articolo allegato a firma della Professoressa Antonella Daniela Zisa del Movimento Docenti Romano, che conta oltre 2.000 aderenti tra i docenti di scuole di ogni ordine e grado, e del Professore Luca Malgioglio de “La Nostra Scuola”, tra gli estensori del noto “Manifesto per una nuova scuola”, in merito al cogente tema della tutela della salute dentro gli ambienti scolastici.

Da Vicepresidente del Comitato raccolgo ogni giorno segnali di crescente preoccupazione sia di genitori sia di docenti in merito all’assunzione da parte del Ministero dell’Istruzione di un protocollo sanitario debole nelle azioni di contrasto alla variante Delta del Covid 19 che diffonde maggiormente e più velocemente la malattia tra bambini e ragazzi sotto i 16 anni di età ed allarma anche i pediatri, al punto che la Società italiana di Pediatria, considerando la parziale o mancata protezione vaccinale nei soggetti giovani (in particolare in quelli con meno di 12 anni) e la condizione fragile di 1 bambino su 10, ribadisce la necessità di un incremento dei Protocolli di terapia intensiva e semintensiva pediatrica.

Il nuovo protocollo di sicurezza scolastico non apporta rilevanti modifiche rispetto allo scorso anno, anzi , depotenzia le misure essenziali  di sicurezza: il distanziamento è solo raccomandato e il piano di screening previsto ha valenza solamente statistica e non di prevenzione del contagio. Inoltre, non contempla il ruolo dell’aerosol nella trasmissione del Covid-19 contro il cui effetto non bastano né il distanziamento né le mascherine chirurgiche; neanche la prevista areazione meccanica è adeguata e del resto non si possono lasciare le finestre aperte alle intemperie invernali, non si può lasciare ai singoli docenti il controllo dei tempi di apertura/chiusura delle medesime e in definitiva non si può accettare che il virus circoli liberamente tra i bambini e gli insegnanti sebbene questi ultimi siano massivamente  vaccinati.

L’unica misura per mitigare il rischio del contagio nelle classi è migliorare e monitorare la qualità dell’aria con strumenti adatti. Utilizziamo la tecnologia a supporto. Esiste e l’Italia ha conoscenze ed expertise riconosciute a livello internazionale come il Professore Giorgio Bonanno, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università degli Studi di Cassino e alla Queensland University of Technology di Brisbane (Australia), con cui collaboriamo per la formazione e l’informazione sulle migliori misure di mitigazione del rischio contagio indoor come quello nelle aule scolastiche. A pochi giorni dall’inizio delle lezioni in classe ormai è impossibile pensare di installare impianti VMC ma almeno un sanificatore d’aria Hepa e/o un sensore di CO2 lo dobbiamo ainostri figli in ogni aula, insieme al suggerimento di dotare i docenti di dispositivi di amplificazione del suono della voce da usare durante la lezione al di sopra della mascherina Ffp2, unica in grado di proteggere. A questi dispositivi va affiancato un serio piano di screening settimanali a tutta la comunità scolastica tramite tamponi salivari.

Solo attraverso linee guida stringenti e l’uso di strumenti davvero efficaci nella mitigazione del rischio si può perseguire il fine ultimo di tutela della salute di alunni e personale scolastico e attraverso il contributo di un costruttivo rapporto scuola-famiglia su questo tema si può allontanare il comprensibile prudente ripiego all’homeschooling. Oltre alla sinergia con i Docenti, come Comitato cerchiamo un confronto anche con gli enti territoriali e con gli stessi dirigenti scolastici disponibiliad un empatico ascolto, in particolare in presenza di alunni con fragilità, perché in termini di numero il rischio calcolabile di bambini in TI è solamente uno: zero.

 

Dott.ssa Stefania Sambataro 

Vicepresidente IdeaScuola