Scuola: La “supplentite”, l’inclusione che non c’è e le classi pollaio

Scuola: La “supplentite”, l’inclusione che non c’è e le classi pollaio

Settembre 14, 2021 0 Di Francesco Tulone

“La scuola italiana riapre le porte portando con sè tutti i problemi storici che ne impediscono il suo reale buon funzionamento. Superato il problema del greenpass sia per docenti che per studenti, animati questi ultimi però anche dalla voglia di tornare alla socializzazione in orari extrascolastici, e definiti, più o meno, i ruoli di controllori e controllati, si scoprono i primi numeri che ci riportano ai problemi della scuola pre-pandemia. Secondo fonti sindacali ben informate, delle 800000 cattedre della scuola ben 170000 sono supplenze. Un numero abnorme ed un problema che l’asse politico PD-M5S inentede risolvere con la programmazioni di farraginosi futuri concorsi. Ciò “getterà alle ortiche” la certificata esperienza, dimostrata in aula, dei tantissimi precari “storici” che hanno retto la scuola negli ultimi 8 anni. E mentre nel resto d’Europa la selezione della docenza prevede di dare un maggior valore all’esperienza a scuola, in Italia siamo ancora fermi ai concorsi nozionistici e con crocette“.

“Per quanto riguarda il gli insegnanti di sostegno, ancora una volta, invece di mandare in aula, a gestire gli studenti con disabilità, docenti già specializzati si continua a inviare docenti da graduatorie incrociate senza titolo e senza esperienza. Un non senso che rende l’inclusione scolastica solo una parola vuota di significato concreto”.

“Infine persiste l’annoso problema delle classi pollaio, cioè quelle classi che contengono un numero elevato di studenti e docenti per i metri quadri a disposizione, con evidente rischio sanitario in periodo pandemico. Siamo ancora ben lungi dalla corretta definizione di “classe numerosa”, che dovrebbe essere correlata alla garanzia di una didattica di qualità (uno dei compiti della scuola). La risoluzione di questo problema, che fu fonte di voti per il M5S grazie ad una massiccia campagna politica basata sugli slogan e niente più, è stato rinviata al 2030! Si aspetta cioè che in 9 anni il rapporto docente-alunni in classe diminuisca per effetto della decrescita demografica. In altre parole, la politica scolastica dell’asse PD-M5S non prevede un aumento dell’organico e del numero delle aule, bensì spera che non si facciano troppi figli. Tutto ciò è semplicemente sconfortante”!