Lettera di un padre ad un docente

Lettera di un padre ad un docente

Il 5 ottobre nel mondo sei davvero considerato una persona importante….
E in Italia sei talmente importante che tutti ne parlano e per tutti meriti rispetto…ma a parole!
Infatti, puoi dichiararti davvero soddisfatto se sei nell’attenzione di tutti… a parole!
In Italia per un giorno – con soddisfazione – puoi sentirti protagonista del sistema scolastico … sempre a parole!
Donne e uomini delle Istituzioni, della cultura, della politica, delle OO.SS. si ricordano che esisti, che nelle tue mani sono affidati i nostri figli – futuri cittadini – ai quali consegneremo il destino di questo paese.
Ma oggi è la Giornata mondiale dell’insegnante e leggiamo/ascoltiamo solo parole di ammirazione e di stima nei tuoi confronti.
C’è chi dice che fai il “mestiere più bello del mondo”.
C’è però anche chi dice che fai parte di una categoria di “privilegiati”.
C’è chi ritiene che il tuo lavoro è prezioso e insostituibile e chi ritiene che – nonostante i tanti privilegi – hai anche la faccia tosta di chiedere più soldi.
Io, però, non dimentico il tuo ruolo che ti vede quotidianamente impegnato nel costruire le solide basi per il futuro dell’Italia in un contesto nel quale si è fatto di tutto per farti perdere il meritato riconoscimento dell’importanza sociale che hai avuto nella storia di questo paese. Sei stato vittima di aggressioni mediatiche, spesso di violenze verbali e a volte anche fisiche da parte di un mondo esterno che ti ha visto solo nel ruolo di impiegato pubblico impegnato in un servizio al pari di altri. Io invece – da padre – credo che si debba sempre più riflettere sul VALORE del tuo lavoro che deve ritornare ad avere il meritato riconoscimento sociale consapevole che senza di te e senza la scuola dove lavori i nostri figli possono studiare ma non imparare.
Allora, mio caro collega, andiamo avanti sapendo che per noi due sarà sempre il 5 ottobre!

Un padre,
Rosolino Cicero