PSI scuola, università e ricerca: “Bisogna ridare dignità al mestiere dell’insegnante”

PSI scuola, università e ricerca: “Bisogna ridare dignità al mestiere dell’insegnante”

“Bisogna ridare dignità al mestiere dell’insegnante” con queste parole il Ministro Bianchi ha esordito oggi nella Conferenza stampa di presentazione degli interventi legati al PNNR a favore di scuola, università e ricerca. 13 miliardi per gli ambienti scolastici e 5 per la didattica. Immediatamente dopo il Ministro Bianchi, la Ministra Messa ha preannunciato 9 miliardi di investimenti a favore della ricerca.

Tutto ciò è molto positivo. Sembrerebbero però emergere alcune incongruenze.

Si vuole dare dignità agli insegnanti ma le trattative legate al rinnovo contrattuale, come ogni anno e come con i governi precedenti, languono. I salari dei docenti non sono all’altezza di quelli di gran parte degli altri Paesi europei e anche il piccolo aumento che sembra possibile ottenere col prossimo contratto non potrà sanare la situazione.

Si parla di tempo pieno, di aule con un numero ridotto di alunni e di più asili nido. Tutto ciò comporterebbe un aumento del personale docente e ATA. Ci vorrebbero assunzioni ben superiori a quelle previste e che probabilmente saranno appena sufficienti a coprire i vuoti esistenti e i futuri pensionamenti.

Su tutto ciò infine, aleggia lo spettro dell’autonomia regionale. Riproposto nella NADEF, il progetto autonomistico di alcune Regioni prevede la regionalizzazione dell’istruzione pubblica, affidando a tali Regioni l’organizzazione della didattica, il sistema delle graduatorie, gli stipendi dei docenti, l’offerta formativa e i contributi alle scuole paritarie. Si tratterebbe di fatto dello smembramento dell’unità culturale del Paese.

E’ necessario che vengano previsti maggiori risorse e tempi ristretti per la chiusura del prossimo contratto del personale docente.

E’ necessario prevedere un numero maggiore di assunzioni e non solo, aspetto molto positivo delle proposte del Governo, il valore abilitante dell’esame di laurea.

E’ necessario chiarire da subito che l’istruzione pubblica non deve rientrare tra le materie destinate all’autonomia regionale.

Altrimenti in Italia non ci sarà più uguaglianza di opportunità per l’istruzione dei nostri giovani. Enzo Maraio, segretario nazionale PSI  Luca Fantò, referente nazionale PSI scuola, università e ricerca