Intervista esclusiva al sottosegretario Sasso: “L’insegnante è un Pubblico Ufficiale”

Intervista esclusiva al sottosegretario Sasso: “L’insegnante è un Pubblico Ufficiale”

Novembre 18, 2021 0 Di Gabriella Giocondo

Il sottosegretario di Stato all’Istruzione, Rossano Sasso, partecipa al corteo di “No alla violenza” di Villaricca, a difesa dell’intera categoria degli insegnanti che subiscono violenze fisiche e verbali a causa del loro ruolo istituzionale. Ad intervistarlo l’inviata esterna de La Voce della Scuola LiveGabriella Giocondo.

Il personale scolastico nell’esercizio delle proprie funzioni è un pubblico ufficiale, cosa che devono ricordare in primis i docenti e poi scuole e famiglie che tendono spesso ad ignorare ed è bene che la scuola lo faccia sempre presente. L’episodio di Villaricca è forse uno delle tante aggressioni fisiche e verbali nei confronti di un professore alle quali lo Stato reagisce in maniera partecipativa con l’intento di ripristinare un senso di legalità che restituisca dignità alla categoria insegnante.

La scuola dovrebbe essere il tempio dell’educazione e della cultura, quali fattori vengono a mancare quando si registrano episodi del genere? Sottosegretario Sasso, è l’istituzione scolastica a mancare di tutela verso i suoi docenti?

“Innanzitutto dovrebbero ricordarselo soprattutto i magistrati che l’insegnante è un Pubblico Ufficiale, lo dicono diverse sentenze della Cassazione, lo dicono diverse disposizioni di legge. Abbiamo una disparità di trattamento con dei casi impuniti in cui chi si macchia di reati così vili e ignobili, come le violenze su un docente, non ne risponde dinanzi al Giudice di Pace, come è successo in Lombardia di recente, e ci sono altri casi in cui chi ha sbagliato ha pagato adeguatamente. Ho partecipato al corteo di Villaricca per essere vicino al professore che ha subito l’aggressione e a tutta la comunità scolastica che ha risposto meravigliosamente ma , soprattutto, per ricordare che chi tocca un insegnante tocca tutta la comunità scolastica che sono oltre un milione di lavoratori tra docenti, personale ATA e personale educativo, tocca un milione e mezzo di studenti e tocca tutto il territorio che può anche esser un territorio difficile ma la Scuola deve continuare ad assolvere alla sua missione educativa. Ringrazio le forze dell’ordine – continua l’On. Rossano Sasso – perché è sempre necessario prevenire e reprimere atti impropri ma lo Stato ha anche il compito di educare. Dobbiamo preoccuparci il più possibile di fornire tutte le risorse, tutti gli uomini e gli strumenti adeguati alla scuola affinché assolvi il suo potere di agenzia educativa. Alla scuola non ho proprio niente da dover rimproverare anzi ho solo da ringraziare e scusarmi della politica che non è sempre all’altezza della situazione come in questo caso ma siamo qui per dire alla gente che lo Stato non porge l’altra guancia non tende la mano verso chi ha sbagliato ma chi ha sbagliato deve pagare e subito dopo tornare dalla parte giusta ossia quella dei ragazzi che erano a manifestare con allegria e a gridare “Giù le mani dal Prof.!” –  “Giù le mani dalla Scuola!”“.

Sarebbe il caso di valutare , secondo lei, di valutare di concreto con il MI l’adozione di protocolli per salvaguardare l’incolumità psicofisica del personale scolastico che probabilmente nell’esercizio delle proprie funzioni da pubblico ufficiale è il meno rispettato in Italia?

“Esiste già la legge, io come istituzione di Stato mi preoccupo più di dire ai miei colleghi di gratificare la figura dell’insegnante attraverso uno stipendio adeguato, attraverso la stabilizzazione dei precari, attraverso un riconoscimento sociale. Quarant’anni fa  essere un professore voleva dire essere come un notaio o come un avvocato oggi a volte è sinonimo di inadeguatezza e debolezza abbiamo i precari, gente che lavora a mille chilometri da casa, abbiamo tante risorse a disposizione e cerchiamo di utilizzarle al meglio per restituire dignità e tutelare questa categoria che fa il mestiere più bello del mondo”.

A livello sociale lei pensa che si sta arrivando a screditare il ruolo dell’insegnante e dell’insegnamento?

“Purtroppo accade, ma dobbiamo reagire perché chi insegna amministra il capitale più importante che uno Stato possegga: un capitale invisibile, vitale e umano che sono i ragazzi che abbiamo visto in corteo e che costituiscono il futuro. Va’ adeguatamente tutelata ,rafforzata e difesa la categoria degli insegnanti”.

 

L’intervista integrale sottosegretario di Stato all’Istruzione, Rossano Sasso