“Le novità in arrivo con la prossima Manovra”219 articoli per un totale di circa 30 miliardi di euro”

“Le novità in arrivo con la prossima Manovra”219 articoli per un totale di circa 30 miliardi di euro”

Dicembre 6, 2021 0 Di Doriana D'Elia

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48esima puntata La Voce della Scuola Live Legge di Bilancio 2022



Presenti in studio Carmela Ella Bucalo, Deputata di Fratelli d’Italia, Luisa Angrisani, Senatrice di Alternativa C’è, Corrado Zunino, giornalista de La  Repubblica. Il Comitato Nazionale Vincitori STEM ha inviato un appello in redazione, per chiedere l’appoggio della deputata Bucalo e della Sen. Angrisani, che stanno presentando in questi giorni emendamenti per il modo della scuola, e di non appoggiare la presentazione di un bando per un nuovo concorso, ritenuto inutile, vista la loro presenza di vincitori ancora precari.

A questo appello risponde l’Onorevole Bucalo:
“Per quanto riguarda gli idonei STEM, voglio far sapere che sono vicina alle loro richieste perché le ritengo legittime, infatti come Dipartimento Istruzione di Fratelli d’Italia abbiamo presentato un emendamento a firma di Iannone nei loro interessi che prevede la formazione di una graduatoria, che permetterà agli idonei di essere immessi in ruolo. È assurdo parlare di un nuovo concorso quando ci sono già docenti che hanno studiato intensamente e possono essere stabilizzati scorrendo una graduatoria”.

“So che esiste più di un emendamento – continua la Sen. Angrisani- anche di altri partiti, bisogna fare in modo di unire le forze e farle convergere tutte per il raggiungimento di uno stesso obiettivo, sono d’accorso con la collega Bucalo, è inutile rifare un concorso, basta dare spazio agli idonei”.


Per quanto riguarda i giovani disabili l’Art. 45 dispone una quota del fondo di solidarietà comunale agli alunni disabili mentre l’Art. 49 stabilisce un fondo per l’assistenza alla comunicazione per alunni con disabilità. Ci spieghi motivi della sua richiesta.

“Personalmente ho presentato questi due emendamenti alla legge di bilancio, che riguardano gli assistenti alla comunicazione, attualmente alla mercé di enti comunali e cooperative, ritengo che c’è bisogno di una legge che si occupi del reclutamento di questo personale, ma intanto iniziamo a dare una premialità ai comuni che stabilizzano il personale attraverso la costituzione di società pubbliche. L’altro articolo è dovuto ad un altro vulnus presente nella nostra legislazione: occorre insistere per avere insegnanti specializzati sul sostegno. Già nel 2019 è stato approvato un decreto nel quale lo stato richiesto di assumere solo personale specializzato, ma non si è andati avanti in questo senso”.


Sappiamo anche che lei ha prodotto un emendamento per la per la promozione della LIS, utile anche per sviluppare la comunicazione aumentativa dei bambini con autismo.

“Di recente ho proposto un nuovo emendamento per la promozione della LIS, la Lega ha preso in carico tale proposta e ha appoggiato la mia proposta. La LIS è stata riconosciuta è stata ritenuta valida ma ad oggi mancano ancora i decreti attuativi. Ricordiamo che proprio oggi è il 3 dicembre, la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, a dimostrazione che ci sono tante parole ma molti esiti vengono disattesi”.

La mia proposta relativa agli assistenti alla comunicazione già calendarizzata – sostiene la Bucalo– Si tratta della proposta numero 2887, che si trova già in commissione lavoro alla camera. Noi come Fratelli d’Italia cerchiamo di favorire la stabilizzazione all’interno del MI degli assistenti alla comunicazione, che a mio avviso per un mero errore si ritrovano gestiti dagli enti locali.


Chiediamo a Corrado Zunino, giornalista de “La Repubblica” di fare un excursus per capire come siamo arrivati alla situazione attuale nella scuola.

“Mi rendo conto che spesso si analizzano aspetti i quali, seppur importanti ma particolari, corrono il rischio di far perdere il quadro generale che ci fa capire dove siamo e dove stiamo andando. Viviamo adesso in una situazione in cui stanno arrivando molti soldi che forse in parte dovremmo restituire dal 2026 e una consistente fetta di questi soldi viene investita sull’istruzione. Il PNRR ha una particolarità: molta parte e va a finire sulle infrastrutture (asili palestre mense), ci sono bandi per la scuola di cui il ministro con altri tre ministri in questi giorni ha stabilito la data di esecuzione. D’altra parte abbiamo una legge di bilancio come al solito scarna sull’istruzione. L’ultima legge di bilancio che ha investito molto è stata quella legata alla buona scuola, di cui la maggior parte dei fondi erano destinati all’assunzione di allora 87000 docenti. Ovviamente anche in quel caso ci sono stati nella legge delle criticità che insistono ancora oggi. L’attuale legge di bilancio non prevede molti soldi sugli aspetti vicini ai docenti e alla didattica, per cui non è credibile con l’assioma “bisogna restituire dignità, forza e autorevolezza ai docenti italiani”, di cui parla sempre non solo il Ministro. Iniziando dal loro stipendio, il quale è sulla media netta a fine carriera di €1300 e dà una doppia distanza, sia dal resto della funzione dei dipendenti pubblici italiani sia rispetto al bacino europeo. Con i soldi previsti difficilmente raggiungeremo i €100 lordi di aumento, inoltre non c’è molto per la didattica, non si vede un grande respiro di fondo. È importante avere scuole nuove, edifici e infrastrutture accoglienti, palestre dedicate all’educazione motoria per i nostri ragazzi, dove adesso almeno nella primaria c’è stata l’introduzione di una figura specifica, è importante avere le mense soprattutto al sud per migliorare gli orari, tutto ciò è molto importante ma se non c’è un lavoro su chi va a scuola per nutrire di informazione ed educazione, se non c’è un piano organizzato più ampio su come si fa didattica, se non c’è un investimento sulla formazione e sulla valutazione di cui ha parlato molto questo ministro, non faremo crescere questa scuola. Un’ultima valutazione è che non si parla molto del precariato. Si è avviata la macchina dei concorsi, tra cui quello straordinario già avviato dall’amministrazione Azzolina nel pieno della pandemia che si è continuato adesso e adesso è stato affiancato da un piano di concorsi ordinari. Ma ciò nonostante non è stato attuato nessun piano organico di possibilità di ingresso nella scuola di meritevoli precari. Si tratta di professionisti non più giovanissimi con qualità e preparazione a cui lo Stato dovrebbe dare forza. I docenti devono avere attitudine e formazione soprattutto nella società attuale dove assistiamo al ritorno di un’aggressività giovanile, non un’aggressività di protesta ma vediamo giovani di 14-15 anni che non riescono a trovare un senso in quello che fanno, addirittura in alcuni territori di disagio non riescono a capire l’importanza della scuola. Un segno è stato dato con un investimento forte sulla preparazione tecnico-professionale (gli ITS) che sono uno strumento che ha funzionato parzialmente al sud ma benissimo al centro-nord, dove più del 90% dei diplomati che esce da quelle realtà (che riguardano moda, nautica, comunicazione, quindi specializzata) si riesce a trovare facilmente lavoro. Un triennale tecnico post diploma sul modello tedesco o francese funziona e questo governo vuole mettere mano gli istituti tecnici professionali collegandolo con i finanziamenti e con le indicazioni del ministero dell’università e della ricerca e con il CNR, credo che questo governo intenda investire in una scuola che sforna buoni lavoratori con qualità specifiche e spendibili sul mercato in continuo cambiamento. È importante ma non può essere solo questo. Quando leggo che nei bandi dell’università su 28 progetti per la ricerca filosofica 28 vengono bocciati, mi preoccupo. Questo paese non può fare a meno di una preparazione generale, di una preparazione umanistica, di una preparazione di educazione civica. Il paese è costretto ad affidarsi a quelle poche università intelligenti che riescono a rieducare dei ventenni agli snodi fondamentali della storia del mondo e dell’Italia. Stiamo allevato una generazione di ragazzi impreparati sulla storia sulla geografia sull’economia, che fanno fatica ad orientarsi. E su questo non assistiamo ad un vero dibattito”.