La Voce della Scuola Live ha partecipato in diretta allo sciopero del comparto scuola

La Voce della Scuola Live ha partecipato in diretta allo sciopero del comparto scuola

Dicembre 11, 2021 0 Di Ylenia Franco

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La Voce della Scuola Live ha partecipato in diretta allo sciopero del comparto scuola indetto dalle sigle sindacali Flc Cgil, UIL Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief del 10 dicembre. Doriana D’Elia e Salvatore Iannone hanno seguito dal vivo il corteo che dalla Piramide Cestia si è diretto in Viale Trastevere, per manifestare alla sede del MI. I motivi dello sciopero sono legati alla scarsità dei fondi previsti dalla Legge di Bilancio per il personale della scuola.

“È ormai chiaro che i finanziamenti europei del PNRR saranno riversati per lo più nelle infrastrutture e solo una irrisoria parte sul personale. Ricordiamo che i docenti italiani sono tra quelli meno pagati in Europa a fine carriera e i meno pagati della Pubblica Amministrazione, nonostante siano quasi tutti laureati,gli aumenti (dei quali gli ultimi risalgono a 9 anni fa!) sono solo per anzianità di servizio; vi sono poi i problemi legati al precariato, alle assunzioni, alla mobilità. I 12 € previsti a titolo premiale per una non meglio precisata ‘dedizione’ devono rientrare nella professione- così Francesca Ricci, responsabile UIL Scuola Rua, che testimonia la grande adesione allo sciopero, non solo da parte dei docenti ma anche degli studenti, che manifestano per migliorare la qualità della loro istruzione”.

Libero Tassella, responsabile di SBC, sottolinea come questo sciopero testimoni la ribellione della scuola a misure recessive, che invece di investire, tagliano. L’aumento previsto è di €50 netti, dopo 9 anni in cui gli scatti sono stati bloccati. Oltre ai sindacati, partecipano anche le forze politiche, in particolare, la prof.

Caterina Altamore, responsabile del PD, comparto scuola in Sicilia, ha partecipato al corteo per lo sciopero a Palermo, da docente e da rappresentante politica. “Abbiamo incontrato i sindacati in questi giorni e ci faremo da portavoce per rappresentare le loro istanze al MI. Soprattutto, è necessario contrastare il fenomeno delle classi pollaio e investire nelle scuole del sud, grazie ai fondi messi a disposizione dall’Europa”.

Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF, sottolinea come la legge di bilancio potrebbe rappresentare il primo passo verso il cambiamento. “Nulla è stato fatto di quello che stato stabilito nei tavoli di contrattazione che si sono svolti nella scorsa primavera. Consideriamo ingiusto anche l’obbligo vaccinale, mentre chiediamo più attenzione nei piani di sicurezza delle scuole”. In particolare Pacifico sottolinea come le misure prese nella Legge di Bilancio non siano adeguatamente supportate da un investimento finanziario: “Ad esempio nella scuola primaria è stato inserito lo specialista di educazione motoria; ma se andiamo a leggere le legge notiamo la dicitura ‘a organico invariato’! Come si fa ad inserire l’educazione motoria con uno specialista se non aggiungi altri docenti? Lo stesso avviene per gli interventi contro la dispersione scolastica. Sono tutti ‘a organico invariato’. Ciò significa che ci saranno altri movimenti a scapito della professionalità docente”.


Il Segretario Nazionale della FLC CGIL Francesco Sinopoli auspica una pronta risposta del MI. “Speriamo che dopo questo sciopero verranno introdotte delle modifiche in legge di bilancio: chiediamo interventi sui precari, sulla mobilità, sulla formazione”. Numerose le associazioni e i comitati presenti alla manifestazione. – Le nostre richieste non devono essere trattate come elemosine- dichiara Giulia Pezzella di CNPS – ma come il giusto riconoscimento dei nostri diritti. Samo stanchi della scuola ‘affettuosa’, della scuola della ‘dedizione’ ma occorre agire concretamente per stabilizzare precari, per ridurre le classi numerose.-

Le maggiori sigle sindacali del comparto scuola hanno partecipato, grande assente: la CISL. “La CISL non ha partecipato perché pensa di poter risolvere tutto nei tavoli della contrattazione – sostiene Libero Tassella– ma la controparte (il Ministero) è chiuso ad ogni proposta di cambiamento. Il precariato (ricordiamo che quest’anno scolastico sono stati stipulati 150mila contratti a t.d.) manifesta la sofferenza del sistema scuola. SBC da anni ha sottolineato la necessità di un piano pluriennale di assunzione; altro tema a noi molto caro è quello dei docenti c.d. “vincolati”, assunti nell’a.s. 2020/2021 e impossibilitati a presentare domanda di trasferimento o assegnazione provvisoria. Siamo molto contenti degli emendamenti da parte di tutte le forze politiche per superare la Legge 159″.


Sono state raccolte anche le testimonianze degli studenti, che sottolineano la loro necessità di investire nelle strutture, “perché le scuole cadono a pezzi, inoltre le materie sono troppo nozionistiche, occorre fare anche una riforma dall’interno”.
Presenti anche numerosi Dirigenti Scolastici, che manifestano per garantire la mobilità ma soprattutto per abbattere le reggenze “Un Dirigente dislocato su più scuole, non può garantire lo stesso impegno per tutte, e questo non garantisce le stesse opportunità a tutti gli studenti e alle loro famiglie”.


Occorre a questo punto fare il punto della situazione, per capire le motivazioni che hanno spinto a proclamare questo sciopero: c’è una manovra di 33 miliardi di cui solo lo 0,62% è destinato alla professione docente, con gli €87 di previsione di aumento più €12 di bonus premiale destinato alla dedizione (della quale ancora non si conoscono i parametri di valutazione), ci sono €350 di differenza negli stipendi tra i dipendenti del MI e il resto della PA, per quanto riguarda l’organico covid, dopo varie trattative sono stati trovati dei fondi per i docenti, mentre invece zero sono le risorse per il personale ATA, altre proposte a costo zero come la mobilità o come i percorsi abilitanti non sono stati considerati. Vengono stanziati oltre 17 miliardi per le infrastrutture ma pochissimo al personale scolastico: le proposte dei sindacati riguardano, oltre che un maggiore impegno finanziario, uno snellimento della burocrazia, la diminuzione degli alunni per classe, la valorizzazione dei docenti del lavoro in classe, l’abbattimento delle reggenze (per i DS), l’abbattimento del precariato.
Verso le 13, dal palco organizzato a Viale Trastevere, i segretari delle sigle sindacali organizzatrici dello sciopero hanno ribadito le loro richieste al Ministro.