Francesco Urraro (Lega) : “Occorre investire nella valorizzazione della legalità, attraverso la scuola”

Francesco Urraro (Lega) : “Occorre investire nella valorizzazione della legalità, attraverso la scuola”

Dicembre 18, 2021 0 Di Ylenia Franco

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La Voce della Scuola LIVE – 52esima puntata

Alfabetizzazione del Diritto e della legalità: “Verso una nuova classe Dirigente. Scuola, promuovere una conoscenza critica per un futuro senza ingiustizia, povertà sociale e senza mafie”

 

Il 2022 è l’anno della legalità, l’anno in cui si celebrano gli anniversari delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, l’omicidio di Pio La Torre (la legge Rognoni- La Torre introdusse il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni per i condannati). In questo contesto si inserisce il discorso della CDC A046, relativa all’insegnamento di Diritto ed Economia Politica. Tale classe di concorso negli ultimi anni, a causa del ridimensionamento delle cattedre dovute ai tagli del 2009 e ad un declassamento dei docenti di diritto con funzioni di potenziamento a seguito della legge 107/2015, ha subito una forte contrazione dell’organico. Nel 2019, la L. 92 ha introdotto l’obbligatorietà dell’insegnamento dell’Educazione Civica (https://fb.watch/9ZIfEC-5lY/) ma la legge è generica, parla di ‘trasversalità’ della materia e non definisce con chiarezza la sua messa in opera. Attualmente è stato affidato ai docenti di Diritto ed Economia la funzione di coordinatori di Educazione Civica, allorché siano presenti nell’istituzione scolastica. La legalità nella scuola è il punto cruciale della formazione della nuova classe dirigente, abbiamo docenti di diritto non utilizzati al meglio nelle nostre scuole, in una contraddizione tutta italiana.

Ricordiamo che fu una richiesta di Falcone l’introduzione nelle scuole dell’educazione alla legalità.
“La mafia si combatte con la scuola e con la conoscenza”
Fiammetta Borsellino

 

Francesco Urraro, Senatore Lega, membro della Commissione antimafia.
“La scuola è l’architrave su cui costruire un percorso virtuoso in un’ottica preventiva. Molti diritti sono stati compressi dall’evento eccezionale della pandemia. Nella Commissione Bilaterale Antimafia il lavoro è quello di normare il codice antimafia. Si tratta di una commissione d’inchiesta, istituita tramite una legge dello stato, cambia da legislatura a legislatura e pone diversi quesiti rispetto al quadro normativo contemporaneo. È una Commissione Parlamentare che in alcuni casi ha poteri equiparabili all’autorità giudiziaria penale e si articola in numerosi comitati di inchiesta. Pone attenzione su quesiti particolari e, una volta ottenuto l’esito, presenta al parlamento una relazione che racchiude il lavoro svolto da tutti i comitati. Vengono trattate questioni che si articolano su diversi rami: infiltrazioni mafiose, economia legale delle professioni, infiltrazioni nella sanità. Nel contesto della pandemia io stesso mi sono occupato delle attività predatoria delle organizzazioni criminali, sappiamo che le mafie si sono sempre nutrite dell’emergenza e soprattutto del post-emergenza, per cui è chiaro che in questo particolare momento storico in cui ci troviamo a gestire il più grande sovvenzionamento europeo assegnato al nostro paese -in relazione purtroppo al maggior numero di morti che abbiamo avuto rispetto al resto dell’Europa- le associazioni criminali alzano il loro livello di aggressione e lo Stato, da sempre attento nel contrasto e nella repressione ma anche nella prevenzione, non può non tenere alto il livello guardia”.

“Non si può negare un’evoluzione del fenomeno mafioso, e la scuola, che rappresenta una delle più importanti agenzie educative a cui ci rivolgiamo, deve affrontare una sfida nuova. Molti docenti svolgono un’azione preventiva anche per contrastare un certo carisma che il mondo criminale emana, in particolare in alcuni territori dove le disfunzioni dello Stato hanno fatto emergere delle presunte funzioni positive delle organizzazioni criminali, che spesso si sono poste come agenzie della povertà e del disagio, ossia dove non è arrivato lo Stato la cosca è già arrivata. Durante la situazione pandemica tantissimi lavoratori, imprese, padri di famiglia sono stati attratti da chi aveva liquidità dovute all’illecito, non solo tramite l’usura ma in alcuni casi aggregandosi ad essi, perché presi in un momento di disperazione. Le mafie esistono da circa 200 anni e hanno un ecosistema molto strutturato che è composto dall’illecito in tutti i campi -nei procedimenti amministrativi di alcuni enti locali, nell’infiltrazione nell’economia legale- il dato evidente è che le forme di manifestazione mafiosa attraverso fatti di sangue sono andate via via diminuendo a favore di forme di mafia più evoluta, con l’ausilio di “menti raffinatissime” come aveva ben argomentato Giovanni Falcone. Stiamo cercando di scalfire proprio questo, con una serie di iniziative con il mondo della scuola e della famiglia che antepongono il tema culturale ancora prima di quello repressivo, tanti giovani che si sono fatti affascinare dal facile guadagno intorno al malaffare devono conoscere la storia delle mafie e la storia dell’impegno civico. Non è un fenomeno che riguarda solo il mezzogiorno, questo è un dato chiaramente falsato, il dato critico è che le associazioni criminali sono presenti non solo a livello nazionale ma addirittura internazionale. Il problema posto sulla conoscenza critica è di fondamentale importanza rispetto ai dati che vedono giovani coinvolti una serie di reati, definiti ‘spia’ o ‘sentinella’, pensate ad esempio all’incremento dei reati sul web, all’incremento del linguaggio dell’odio, del bullismo ma anche dei fenomeni aggressivi nei confronti dei docenti che hanno confermato le emergenze educative, o anche all’aumento del consumo di alcol o di fumo, sono testimonianze di tale criticità. Il tema dell’Educazione Digitale è importante come quello dell’Educazione Civica. Questi dati vanno analizzati in particolar modo in questa fase in cui si progetta il futuro anche con l’articolazione del PNRR, non a caso chiamato NextGenerationEU”.


“In questo momento bisogna cambiare prospettiva con riforme di sistema, ad esempio intervenire contro la dispersione scolastica, che con la DAD ha raggiunto livelli molto critici. Il nostro apparato ordinamentale è robusto e significativo, nei momenti di confronto con le commissioni antimafia europee spesso la nostra normativa è stata elogiata, ma è anche molto appesantita, per questo il dialogo con la scuola non deve cessare anzi, abbiamo l’opportunità adesso di investire per promuovere la conoscenza del diritto e della legalità”.