La Voce della Scuola Live 55esima puntata: “La dedizione all’insegnamento, tra rischi di contagio e mobilità”

La Voce della Scuola Live 55esima puntata: “La dedizione all’insegnamento, tra rischi di contagio e mobilità”

Dicembre 23, 2021 0 Di Ylenia Franco

 11 total views

Oggi martedì 21 dicembre, la legge sulla manovra finanziaria ha lasciato la commissione Bilancio per approdare al Senato dove la discussione del disegno di legge n. 2448 è stata aperta e dovrà concludersi, con buona probabilità, prima di Natale. Quali nodi irrisolti per il mondo della scuola?

Ne parliamo con:

  • Alessandro Rapezzi , Segretario Nazionale FLC CGIL Nazionale
  • Irene Tempera, Vicesegretario Generale SNALS Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola CONFSAL
  • Elena Centemero, Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione
  • Pino Turi, Segretario Generale UIL Scuola RUA
  • Giorgio Buonanno, Ingegnere dell’Università degli Studi di Cassino
  • Stefania Sambataro, Idea Scuola
  • Margherita Stimolo, CNDA e VOOG
  • Luisa Sarnataro, S.B.C. 

Con una nota congiunta le sigle sindacali che hanno indetto gli scioperi nazionali del 10 e 16 dicembre scorso. Nella nota chiedono un impegno politico e chiarimenti dal Ministro dell’Istruzione, in particolar modo sul tavolo della mobilità, facendo appello al testo unico del 2001 il numero 165. Irene Tempera Vicesegretario Generale SNALS Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola CONFSAL ci illustri il contenuto e i motivi del comunicato.

“Il comunicato scaturisce dall’invito per l’apertura del tavolo sulla mobilità. Siamo in scadenza del CCNL, abbiamo chiesto un rinnovo del contratto soprattutto sulla mobilità, per molti colleghi in attesa che si cancellino i vincoli che negli ultimi anni stanno condizionando la loro vita professionale e familiare. L’appello scaturisce dalla risposta del MI in relazione alla nostra richiesta di abolire il vincolo, perché ci viene risposto che tali vincoli non sono superabili in quanto stabiliti per legge. Non si riesce ad affrontare il tema del loro superamento. Noi siamo disponibilissimi a sederci ai tavoli, se vedessimo un’apertura su quest’argomento. Riunirci di nuovo, restando invalicabile tale ostacolo, è inutile. Il tavolo tecnico deve essere preceduto da un tavolo politico che riapra i termini della mobilità, come la politica è intervenuta per introdurre i vincoli, è necessario che li elimini. Il nostro sindacato dice no a tutti i vincoli, che riteniamo non abbiano ragione di esistere. Abbiamo le nostre risposte: la continuità didattica viene annullata, perché i colleghi, per risolvere la loro lunga distanza dalle famiglie, sono costretti a licenziarsi o a cercare altre strade. Deve esserci la volontà politica e tecnica per superare i vincoli. Altro tema spinoso: La dedizione all’insegnamento e la retribuzione del comparto scuola. Con lo sciopero del 10 dicembre, le sigle sindacali hanno esercitato un forte pressing sul Governo per rivedere l’articolo 108 della bozza di legge di Bilancio, relativo alla Valorizzazione della professionalità dei docenti.

Un articolo che prevede un fondo speciale a carattere premiale, ma sembrerebbe la dedizione all’insegnamento equivalga ad un incremento di 3,50 dalla precedente offerta?

“Siamo in un momento in cui le relazioni sindacali si stanno affievolendo fino a scomparire- sostiene Pino Turi, Segretario Generale UIL Scuola RUA – perché non se ne riconosce il ruolo. C’è un rapporto tra il sindacato e il governo che è molto conflittuale. Dall’inizio di questa legislatura, con Ministro Bianchi abbiamo fatto tavoli e confronti ma senza risultati, perché non c’è dialogo. Si tratta di riconoscere il diritto-dovere di dare ai Sindacati ciò che spetta per legge: il nostro ruolo è sancito dalla Costituzione, non siamo avvocati alla ricerca di una soluzione per i propri postulanti. Ma i valori della Costituzione sembra si stiano perdendo, e poiché la scuola dello Stato deve essere finanziata, ogni anno assistiamo a questo rito della Legge Finanziaria che deve quantificare le risorse da affidare alla scuola. Tra le questioni vi è il rinnovo dei contratti, perché una categoria deve essere valutata non da situazioni general-generiche, come la dedizione, ma da condizioni economiche e giuridiche, attraverso i CCNL. La premessa a questi è la volontà politica del Ministro ad avere un grande progetto da farsi finanziare dal Parlamento. Noi abbiamo dovuto ricorrere ad uno sciopero, per ottenere un incremento del rinnovo, che dovrebbero essere 15 euro medie procapite lorde, a cui si aggiungono gli 87 euro medie lorde, delle precedenti finanziarie. Tra 10 giorni scade il contratto e non ne abbiamo avuto ancora il rinnovo. Il governo non riesce ad avere un progetto sulla scuola e in Parlamento assistiamo al famoso ‘attacco alla diligenza’, preoccupandosi delle lobby e non delle aree che interessano più da vicino i cittadini: scuola e sanità. Si pensa di dare alla scuola solo l’0,90%, quantità talmente bassa da far rabbia. Con gli scioperi abbiamo acceso una luce rossa, abbiamo dimostrato il malcontento del comparto scuola, le persone sono stufe, ma se non c’è dialogo non possono esserci i tavoli. I rinnovi dei contratti non si fanno in Parlamento ma in una sede neutra, l’ARAN, a cui ad oggi non è stato ancora mandato l’atto di indirizzo. Ciò significa che il governo non ha ancora pensato ad un milione di addetti di questo settore, abbandonati a sé stessi. Anche per il virus, sembra che ci si occupi di scuola per attivare polemiche e nient’altro. Noi chiediamo che si attivino gli strumenti e le norme: la legge del governo che interviene nella contrattualità, la T.U. 165 art2 c. 2, stabilisce che è possibile delegificare, ma non può intervenire nei contratti. Non c’è volontà politica, e noi come sindacati non legittimiamo tali tavoli”.

Giorgio Buonanno, Ingegnere dell’Università degli Studi di Cassino, intervento con slide con dati per evidenziare le situazioni che aumentano il contagio. Quando un lavoratore entra in un ambiente di lavoro chi deve garantire la sicurezza in termini di contagio? Il lavoratore o l’ambiente di lavoro deve essere sano?

Sicurezza scuola – Ing. Buonanno

“Queste considerazioni, da parte dei colleghi e da parte del Dottor Buonanno che testimonia il punto di vista della scienza, mi fanno pensare che ci sia un problema di sistema – sostiene Turi-. Il trasferire il problema dalla scienza alla politica, dimostra che c’è qualcosa che non funziona. I lavoratori della scuola sono stati abbandonati, sapevamo da tempo il rischio dei lavoratori della scuola, senza che nessuno si preoccupasse. È un problema di carattere culturale. È importante che si investa sul sistema culturale. Il problema è che di queste cose ne parliamo solo nei convegni, nelle proposte, ma quando si fanno le scelte, come adesso, quando finalmente dopo anni bisogna varare una finanziaria che non è più una finanziaria dell’austerità ma di ripresa, e vediamo che meno dell’1% viene destinato alla scuola, significa che c’è una miopia politica nel non voler guardare alle fondamenta culturale del nostro Stato. Anche dal punto di vista sindacale, voglio sottolineare che noi siamo molto legati al tema della sicurezza. Oggi le persone sono considerati solo numeri, legate solo ai profitti, senza pensare alle persone. Basta pensare alla legge che è stata fatta introducendo i vincoli. Cosa pensano di ottenere impedendo alle persone di spostarsi? Hanno creato una tensione nelle famiglie, costringendo i docenti a spostarsi a centinaia quando non a migliaia di km lontano da casa, sapendo che ci sono scuole sotto casa dove poter lavorare. Pensando alle condizioni di salute del lavoratore, questa situazione determina stress e peggiora la qualità della vita. C’è un virus ancora peggiore del coronavirus, lo stress, di cui ci renderemo conto tra qualche anno. Anche la questione del Greenpass e della vaccinazione obbligatoria, utilissima e fondamentale, le cui ragioni sono giustificatissime, hanno creato comunque un clima vessatorio. Le persone devono essere convinte non costrette. Occorre rendere fruibile la scienza, diffondendola, senza intromissioni della politica. Ognuno faccia il suo mestiere. La nostra opposizione è sociale, ci opponiamo alle scelte sbagliate sulle persone e sul sociale”.


Stefania Sambataro, Idea Scuola: Porto la voce di docenti e genitori che sono preoccupati per la situazione di contagio. Il protocollo adesso prevede il c.d. rientro a T0, con tamponi effettuati a pochi giorni dalla certezza di un caso in classe. Ma sappiamo che un test a T0 è efficace solo in quel momento, ma non per i giorni successivi e non è garanzia di mancanza del virus. Chiediamo allora, in previsione del rientro a gennaio, la presenza di rilevatori di Co2 e di purificatori d’aria nelle aule, altrimenti c’è il rischio di avere una quarantena continua, estenuante per tutti. Credo sia interesse di tutti diminuire le situazioni di contagio e introdurre tutti i sistemi possibili per diminuire le possibilità di diffusione del virus

Il nostro sindacato sin dall’aprile del 2020 sta chiedendo degli investimenti a partire dagli ambienti- precisa Alessandro Rapezzi , Segretario Nazionale FLC CGIL Nazionale -. Sappiamo che sono stati stanziati molti soldi, ma parlando con gli insegnanti, sembra che gli ambienti sono sempre gli stessi. La qualità dell’ambiente scolastico è fondamentale, lo era anche prima, adesso è diventato improrogabile un intervento su di essi; così come è fondamentale investire negli organici perché meno studenti per classe riducono notevolmente i contagi. Abbiamo chiesto anche per quest’anno, non essendo superata l’emergenza dei fondi per gli Organici Covid, ma è mancata la volontà politica. Si è discusso ossessivamente di greenpass, argomento importantissimo, il vaccino è fondamentale, ma avevamo bisogno anche di altro, soprattutto organici aggiuntivi. Sono state stanziate risorse dal 1° settembre al 30 dicembre (nonostante il mese di dicembre abbia 31 giorni…), in seguito a sollecitazioni il governo ha stanziato altri fondi per l’organico aggiuntivo ma solo per il personale docente. Lo stanziamento è circa un terzo di quello dell’anno scorso, ciò la dice lunga sull’importanza che si ritiene rivesta la scuola. I fondi del PNRR sono riservati alle strutture e una piccolissima parte al contratto. Ricordiamo che ad aprile abbiamo sottoscritto un patto condiviso, tra sindacati e Ministero. Il patto non è stato rispettato in molti dei 21 punti stabiliti. Abbiamo bisogno di riappropriarci della dimensione contrattuale. Evidentemente la legge di bilancio ha stabilito che gli investimenti sulla scuola non sono una priorità. Il sistema di contenimento del contagio al coronavirus è vario e articolato come ci ha ampiamente esposto il professor Buonanno, dai dispositivi tecnici al distanziamento sociale”.

Margherita Stimolo – CNDA e VOOG, “i docenti sono stufi, sono stanchi del menefreghismo del governo sia nell’ambito della tutela della salute, con sistemi atti a migliorare la qualità dell’aria, sia nel discorso già affrontato dei vincoli, obbligando le persone a vivere lontano dai propri cari. La politica è sorda ai bisogni di questi docenti e delle loro famiglie. Siamo stanchi di dover sempre dare e non ricevere nulla. La scuola è nostra, siamo noi a portarla avanti e abbiamo diritto ad essere ascoltati”.

Luisa Sarnataro, “SBC chiede l’abolizione della L. 159 del 2020 e chiede che la problematica delle assegnazioni e delle utilizzazioni sia trattata in sede di contrattazione. In un momento di pandemia, pensiamo alle immagini legate ai docenti che scappavano alla proclamazione del lockdown in Lombardia. I politici non comprendono la gravità di questo momento. Pensate a quante famiglie sono abbandonate in questa situazione, in cui è coinvolta tutta la comunità non solo gli 80mila docenti vincolati. È problematico anche viaggiare in questa situazione di contagio. È arrivato il momento per lavorare insieme per superare tutti i vincoli. La scuola deve essere fatta da chi la fa e la vive. Serve un impegno politico del ministro per rendere effettivamente libera la contrattazione da vincoli e condizionamenti che nulla hanno a che vedere con i bisogni della scuola. La norma contenuta nel T.U., n. 165, consente di farlo, serve la volontà politica. Si affidi al tavolo contrattuale la possibilità di individuare soluzioni equilibrate che tengano insieme tali complessità, si ricostruisca il giusto clima di fiducia reciproca tra le parti nella contrattazione, praticandola nell’interesse della Scuola senza inutili forzature sui diritti contrattuali del personale”.